La scelta di Brigitte e Massimo: dalla città a un paesino di montagna a 1300 metri, aprono una libreria a Rocca di Mezzo dopo oltre trent'anni di attività a L'Aquila

L'Appennino non è soltanto il luogo dello spopolamento, ma anche delle persone che scelgono di restare, di tornare e di costruire. Mentre il dibattito si concentra su questioni reali come il calo demografico e la perdita dei servizi, la scelta di trasferire un presidio culturale sull'Altopiano delle Rocche racconta una storia diversa: una storia che non nega le difficoltà delle aree interne, ma dimostra come il loro futuro possa dipendere anche da singoli gesti di coraggio e dalla volontà di restituire spazi di aggregazione e socialità alle piccole comunità

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ci sono notizie che raccontano un'inaugurazione. E poi ce ne sono altre che raccontano una visione. Quella della Libreria Benedetti, aperta nei giorni scorsi a Rocca di Mezzo (AQ), appartiene alla seconda categoria.
Da anni il dibattito sulle aree interne ruota attorno alle stesse parole: spopolamento, calo demografico, servizi che scompaiono, giovani costretti a partire. Sono temi reali, che interessano gran parte dell'Appennino italiano, ma che rischiano di raccontare soltanto una parte della storia.
L'altra parte è fatta di persone che scelgono di restare. O di tornare. È quello che hanno fatto Massimo e Brigitte Benedetti, che dopo oltre trent'anni trascorsi dietro il bancone della loro storica libreria in città, a L'Aquila, hanno deciso di iniziare una nuova avventura nel cuore dell'Altopiano delle Rocche.
La nuova Libreria Benedetti, aperta nel centro di Rocca di Mezzo, proprio di fronte alla farmacia del paese, non rappresenta soltanto il trasferimento di un'attività commerciale ma una scelta che parla di radici, di cultura e di fiducia. Perché oggi aprire una libreria, soprattutto in un piccolo paese di montagna, significa credere che questi territori abbiano ancora qualcosa da raccontare.
Una libreria non è soltanto un negozio

Una libreria può trasformarsi in uno spazio di incontro, capace di ospitare presentazioni di libri, laboratori dedicati ai bambini, incontri con gli autori e momenti di confronto. In altre parole, può diventare uno di quei luoghi che aiutano una comunità a rimanere viva.
È anche per questo che la scelta di Massimo e Brigitte assume un significato che va ben oltre l'apertura di un nuovo esercizio commerciale.
Rocca di Mezzo, uno dei paesi simbolo dell'Appennino abruzzese
Rocca di Mezzo è uno dei paesi simbolo dell'Appennino abruzzese. Adagiato a oltre 1.300 metri di quota, nel cuore dell'Altopiano delle Rocche, è conosciuto per il turismo estivo e invernale, per la Festa del Narciso e per la straordinaria cornice naturale che lo circonda. Ma, come molti altri paesi di montagna, anche Rocca di Mezzo deve confrontarsi con una realtà complessa.

Negli ultimi decenni le aree interne hanno perso abitanti, servizi e opportunità. Molti giovani si sono trasferiti verso le città, mentre numerose attività commerciali hanno chiuso definitivamente. Per questo ogni nuova apertura assume un valore simbolico. È un segnale che invita a guardare il territorio non soltanto attraverso ciò che manca, ma anche attraverso ciò che continua a nascere.
Tra i primi a salutare con entusiasmo l'arrivo della Libreria Benedetti è stato il sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca. Per il primo cittadino, vedere aprire una libreria in un piccolo paese rappresenta qualcosa di singolare. "Non capita tutti i giorni che si apra una libreria, sicuramente non accade in un piccolo paese. Grazie all'amore e all'intraprendenza di Brigitte e Massimo questo piccolo miracolo è diventato realtà." Nusca ricorda come, per oltre trent'anni, la Libreria Benedetti abbia rappresentato un punto di riferimento per migliaia di studenti universitari a L'Aquila. Quanti hanno preparato gli esami passando davanti alla libreria, entrando per acquistare un testo universitario o semplicemente respirando quel profumo dei libri appena stampati che ancora oggi molti ricordano.
Oggi quella storia continua tra le montagne dell'Altopiano delle Rocche. Secondo il sindaco, il valore di questa scelta va oltre il commercio. Significa portare cultura in un territorio che ha bisogno di nuovi luoghi di aggregazione, riaffermare il legame con le proprie radici e dimostrare che esistono anche altri modi per costruire il futuro delle aree interne. La cultura, conclude Nusca, rappresenta uno dei più grandi attrattori di un territorio e uno degli strumenti fondamentali per la rinascita sociale dei piccoli paesi.
L'intervista | "Abbiamo scelto Rocca di Mezzo perché è casa"
Dietro ogni libreria c'è una storia. Quella di Massimo e Brigitte parte da L'Aquila e arriva oggi a Rocca di Mezzo. Li abbiamo incontrati nella loro nuova libreria. "Era un progetto che avevamo da tanti anni, abbiamo ricominciato proprio qui", ci hanno detto.
Perché avete deciso di aprire proprio a Rocca di Mezzo?
Massimo: Rocca di Mezzo è il mio paese. Qui si vive bene ed è sempre stato un luogo speciale per me.
Brigitte: Noi venivamo sempre qui. Frequentavamo spesso Rocca di Mezzo e L'Aquila, quindi questa scelta è nata in modo naturale.
Aprire una libreria oggi, in un piccolo paese, è una scelta controcorrente. Non avete avuto paura?
Massimo: No. Era un progetto che avevamo in mente da tantissimi anni. Abbiamo avuto una libreria a L'Aquila per oltre trent'anni e, una volta andato in pensione, abbiamo deciso di trasferire questa esperienza qui.
Chi frequenta oggi la libreria?
Massimo: Tante persone, sinceramente più di quante mi aspettassi e di quanto ci potessimo immaginare. Vengono residenti, turisti, bambini... un po' tutte le fasce d'età.
Brigitte: Sì, non soltanto residenti. È una cosa che ci ha fatto davvero piacere.
Che significato ha aprire una libreria in un paese di montagna?
Massimo: È il nostro mestiere. Abbiamo sempre fatto i librai.
Brigitte: E poi ci piace vivere qui. Amiamo questo posto.
Massimo: Meglio di qui non potevamo scegliere.
I libri possono contribuire a mantenere vivi i piccoli paesi?
Massimo: Certamente. A Rocca di Mezzo ci sono già tante iniziative culturali e questo è molto importante.
Avete già qualche progetto?
Massimo: Ce lo hanno chiesto in tanti. Pensiamo alle presentazioni di libri, agli incontri e ai laboratori dedicati ai bambini.
Brigitte: Piano piano. Adesso stiamo facendo esperienza.
Massimo: Sì, penso proprio che li organizzeremo, ma per il futuro servono servizi.
Come immaginate il futuro dell'Appennino?
Massimo: Vivere qui non è sempre semplice. Chi ha una famiglia spesso deve accompagnare i figli all'Aquila per fare sport, andare in piscina o svolgere altre attività. Le distanze si fanno sentire e, durante l'inverno, con la neve, tutto diventa ancora più complicato. Servirebbero più infrastrutture e più servizi. Però io sono fiducioso e penso che nei prossimi anni qualcosa possa cambiare.
Brigitte: Io credo che le persone torneranno a vivere nei paesi. Ne sono convinta.
La Libreria Benedetti, da sola, non cambierà il destino delle aree interne. Nessuno può pensarlo. Ma ogni volta che una serranda si alza invece di abbassarsi, ogni volta che qualcuno decide di investire in un piccolo paese invece che allontanarsene, si aggiunge un tassello a un racconto diverso.
L'Appennino non è soltanto il luogo dello spopolamento, è anche il luogo delle persone che scelgono di restare, di tornare e di costruire. Massimo e Brigitte non hanno semplicemente aperto una libreria, hanno riportato un pezzo della loro storia nel paese delle loro radici.
E forse il messaggio più importante che arriva da Rocca di Mezzo è proprio questo: il futuro delle aree interne non nascerà da un'unica grande soluzione, ma forse dalla somma di tanti piccoli gesti di coraggio. Ogni libreria che apre, ogni attività che sceglie di investire in un paese dell'Appennino, ogni famiglia che decide di restare o di tornare racconta una storia diversa. Una storia che non nega le difficoltà delle aree interne, ma dimostra che il loro futuro dipenderà soprattutto dalle persone che continueranno ad abitarle, viverle e costruirle giorno dopo giorno.













