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Storie | 10 marzo 2026 | 12:00

Dalla devastazione della guerra al villaggio di Babbo Natale: il curioso caso Rovaniemi, la destinazione d'oro a due passi dal circolo polare artico

Nel dopoguerra rimaneva una landa desolata piena di mine antiuomo, motivo per cui fu tra le prime regioni assistite dall'Unrra, antenata dell'Unicef. Poi, il turismo: dalle aurore boreali (fino a duecento in un anno) all'illustre riconoscimento: l'aver dato i natali al personaggio più amato dai bambini. Qui lo spirito natalizio si respira tutto l'anno, e oggi è possibile (ma nient'affatto economico) fare una foto con Babbo Natale in persona

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Pur essendo tra le principali città della Finlandia, non a tutti il nome di Rovaniemi sarà familiare; eppure tutti sappiamo della sua esistenza: è il paese ufficialmente riconosciuto come casa di Babbo Natale.

 

Rovaniemi sorge nei pressi del Circolo Polare Artico, nella Lapponia finlandese. Con quasi 65mila abitanti, è stata riconosciuta Città Creativa per l'architettura 2025 dall'Unesco e ospita ben due università e i palazzi di molte associazioni governative. Circondata dalla spettacolare natura artica, a Rovaniemi è possibile vedere l'incredibile spettacolo dell'aurora boreale, il cui numero in Lapponia può arrivare a duecento aurore l'anno. Non bastasse tutto questo a rendere la città un fenomeno turistico eccezionale, a otto chilometri dal centro, in corrispondenza del Circolo Polare, si trova inoltre il famoso Villaggio di Babbo Natale.

Tutto il luccichio di questa tradizione però, non basta a far dimenticare la sua storia, che fu un tempo interrotta da una tragedia: durante la Seconda guerra mondiale venne quasi completamente distrutta dall'esercito tedesco in ritirata. In queste lande, la guerra lasciò anche un'enorme quantità di mine antiuomo, che non smisero di mietere vittime per diversi anni. Proprio per questa tragica eredità, Rovaniemi e la Lapponia furono così tra le prime regioni assistite dall'Unrra - Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e la Ricostruzione, predecessore dell'Unicef.

 

Eleanor Roosevelt, vedova del presidente Franklin D. Roosevelt e figura centrale dell'Unrra, prese a cuore la ricostruzione della città e nel 1950 decise di visitarla di persona. La notizia del suo arrivo colse di sorpresa le autorità finlandesi: oltre un certo tratto stradale non c'era che erba. In meno di due settimane venne costruito un lodge sul Circolo Polare per accoglierla. Da quella visita nacque anche la tradizione di spedire cartoline con uno speciale francobollo artico, e proprio lì sorse il primo ufficio postale dedicato al Circolo Polare, gestito dal servizio postale finlandese.

Nelle vicinanze del lodge venne poi costruito il Villaggio di Babbo Natale, che dal 1985 accoglie regolarmente i visitatori. Successivamente, grazie al successo riscontrato, vennero costruiti ristoranti e Hotel con moltissime attività ad esso associate, ancora oggi vivissime. Chi capitasse da quelle parti infatti, si accorgerà presto che lì è natale tutto l'anno: potrà infatti facilmente incontrare Santa Claus, spedire lettere e vivere esperienze legate al mito natalizio. Una foto con Babbo Natale costa oltre 40 euro e ogni anno il villaggio accoglie oltre mezzo milione di turisti. L'aeroporto di Rovaniemi - per dare qualche misura - nel 2025 ha raggiunto il milione di passeggeri.

 

In questo modo, Rovaniemi si è costituita  negli anni come un modello di marketing territoriale ed esperienziale difficilmente eguagliabile. Risorta dalle ceneri belliche, la città è stata capace di costruire dal nulla un turismo integrato con il territorio e capace di richiamare visitatori da tutto il mondo in ogni stagione.

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