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Ecco come reagisce il lupo alla vista dell’uomo (VIDEO): coda tra le gambe e via nella direzione opposta

Erano stati additati come il pericolo numero uno per i capi di bestiame trentini ma ci si è presto dimenticati di loro. Inoltre, il rapporto Grandi Carnivori 2019 afferma che finora hanno provocato meno danni rispetto allo scorso anno

Di Tiziano Grottolo - 22 agosto 2019 - 19:54

VAL DI FASSA. Solo pochi mesi fa i lupi occupavano le prime pagine della maggior parte dei quotidiani locali e si discuteva sulla loro presunta pericolosità per l’uomo e di possibili abbattimenti.

 

Mentre in Alto Adige vengono dipinti come feroci predatori e così, accanto a fotografie minacciose, compariva la scritta “Proteggi i tuoi figli” evidenziando una presunta aggressività di questi canidi.

 

Ora però arrivano le immagini girate da un’escursionista e postate online da Paolo Scarian, profondo conoscitore di questi animali che da molto tempo ne segue le tracce attraverso le montagne trentine.

 

 

In queste riprese, che si possono trovare anche sul gruppo Facebook ‘Fiemme e Fassa il ritorno del Lupo’, si vede un esemplare intento a girovagare liberamente. Non appena si accorge della presenza dell’uomo però, coda fra le gambe, affretta il passo e se ne va nella direzione opposta.

 

Il lupo ripreso in Val di Fassa mostra il comportamento tipico di questi animali, diffidenti e timorosi dell’uomo, che ne dovrebbe certificare per l’ennesima volta l’assenza di pericolosità nei confronti degli esseri umani.

 

A conferma di ciò ci sono anche i dati riportati nel rapporto grandi carnivori 2019 che dimostrano come, a fronte di una presenza del canide in provincia ritenuta pari o superiore a quella dell’anno scorso, i danni provocati dai lupi siano in diminuzione rispetto all’anno passato.

 

 

Molto probabilmente è l’effetto delle opere di prevenzione e gli accorgimenti adottati da numerosi allevatori, pratiche queste che non possono che incidere positivamente sull’intensità dei danni.

 

Gli stessi dati emergono con maggiore evidenza per quanto riguarda la parte meridionale della provincia (area Lessini-Carega) dove la presenza dei lupi (due branchi) rimane costante, ma con danni assai minori di quelli registrati nei limitrofi territori veneti.

 

È proprio il caso di sottolineare come questi animali molto spesso siano vittime di un immaginario collettivo che li vuole contrapposti all’uomo, incarnazione delle nostre paure più recondite, o più semplicemente utile strumento in mano della propaganda politica e perfetti capri espiatori quando si fatica ad immaginare soluzioni che possano tener conto delle diverse sensibilità.

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