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Il Wwf lancia l’allarme “Stanno per cementificare un corridoio ecologico importante per gli animali”

La Comunità Alta Valsugana e Bernstol sta per votare il cambio di destinazione di un terreno che potrebbe chiudere un passaggio utilizzato dagli animali per spostarsi. Il Wwf: “Siamo molto preoccupati la zona sarebbe un corridoio di passaggio anche per gli orsi e sicuramente di ungulati. Così aumenta il rischio che la fauna selvatica entri in contrasto con gli esseri umani”

Ph orsi Carlo Frapporti/Arch. Servizio Foreste e fauna-PAT; Elaborato a dx Wwf
Di Tiziano Grottolo - 22 novembre 2019 - 18:18

PERGINE VALSUGANA. Questo sabato la Comunità Alta Valsugana e Bernstol è chiamata a votare la variante al Piano Territoriale della Comunità, per la riorganizzazione delle aree produttive del settore secondario di livello provinciale nelle località di Ciré, Barisei, Fosnoccheri e nei Comuni di Pergine Valsugana e Civezzano. Proprio contro questa variante si sono sollevate le associazioni ambientaliste, con il Wwf del Trentino in prima fila a far notare come già sul piano formale si potrebbero trovare dei buoni motivi per opporvisi.

 

Infatti i tempi per votare questo provvedimento sarebbero un po’ risicati visto che siamo ormai a ridosso del così detto “semestre bianco” periodo che precede le prossime elezioni, all’interno del quale le amministrazioni dovrebbero evitare di pronunciarsi su temi particolarmente importanti (salvo che per questioni urgenti) e di certo una variante al Piano Territoriale della Comunità non è cosa di poco conto.

 

 

Ma le questioni sollevate dagli ambientalisti non sono puramente burocratiche perché all’interno della variante è contenuto il cambio di destinazione di un terreno particolare: “Proprio a compensazione di una situazione già preoccupante l’area Cirè Nord, sarebbe dovuta adibirsi a corridoio ecologico – spiega Aaron Iemma, presidente del Wwf trentino – invece, con il Ptc che si sta per votare, si prevede il cambio di destinazione di un terreno agricolo (in rosso nella foto ndr) che diventerà edificabile chiudendo di fatto un corridoio ecologico indispensabile per la fauna locale”.

 

È lo stesso protocollo della Pat, raccolto all’interno delle ‘Linee Guida per le Aree Produttive Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzate del 2015’, a sottolineare come questi corridoi garantiscano una discreta permeabilità delle popolazioni animali alle infrastrutture umane, e ove bene applicati consentono una drastica riduzione delle situazioni di conflittualità con la fauna selvatica (ad esempio riducendo gli incidenti stradali) con un conseguente risparmio sostanziale per le comunità interessate, senza contare gli ovvi benefici in termini di conservazione delle specie.

 

“Inoltre – ricorda Iemma – il suolo non consumato grazie alla realizzazione di tali Corridoi è garanzia di una miglior protezione idrogeologica, al contrario la tendenza è quella di spingere verso un’irrazionale cementificazione”. A sostegno della loro tesi gli ambientalisti snocciolano tutta una serie di dati, sostenuti anche dagli elaborati che dimostrano oltre ogni dubbio come l’edificazione del terreno in questione andrebbe a formare una “muraglia” di cemento (ben visibile dall'elaborato di cui sopra), peraltro in un territorio già pesantemente industrializzato.

 

“In più quest’area è interessata da forti fenomeni di attraversamento, trovandosi a ridosso di un possibile corridoio utilizzato dagli orsi per gli spostamenti, ma anche di due zone con un'alta concentrazione di ungulati”, per il Wwf dunque ce n’è abbastanza per essere molto preoccupati per il voto di sabato, tanto da rivolgere un forte appello affinché il cambio di destinazione venga ritirato.

 

Dal canto suo però l’amministrazione sembra non sentirci e in sostanza ha affermato che intende procedere ugualmente, seppur condividendo “la necessità di conservare e rafforzare una fascia verde”. Risposta che ovviamente non ha soddisfatto il Wwf che ha replicato: “L’unica certezza è che si sta chiudendo un varco in una zona dove l’attuale conformazione delle aree produttive intralcia fisicamente lo spostamento delle popolazioni animali, e con questa nuova, ennesima, costruzione non si farà altro che peggiorare la situazione”.

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