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L’esperto: “Lupi sulle piste da sci? Per loro sono delle strade, ma incontri ravvicinati con l’uomo sono da escludere”. Il branco ripreso in Val Badia è quello della Val di Fassa

Esperti e forestali concordano, i quattro lupi ripresi sulle piste da sci in Val Badia sono lo stesso branco avvistato più volte in Val di Fassa. Il gruppo è stato riconosciuto perché la femmina alfa zoppica leggermente dalla zampa anteriore sinistra

Foto Cristian Verra, gruppo Facebook Fiemme e Fassa il ritorno del LUPO
Di Tiziano Grottolo - 14 dicembre 2019 - 14:40

CORVARA. Gli addetti alla manutenzione delle piste da sci in località Pralongià, nel comune di Corvara in Val Badia, se li sono visti spuntare all’improvviso dal buio, 4 lupi che stavano attraversando la pista battuta. Gli operatori della stazione sciistica sono riusciti a riprendere il fortunato incontro, avvenuto lo scorso 12 dicembre, con i loro cellulari dopodiché le immagini sono state postate sui social e in poco tempo sono diventate virali.

 

“L’avvistamento non deve sorprendere – spiega Paolo Scarian esperto e appassionato di lupi, nonché animatore gruppo Facebook Fiemme e Fassa il ritorno del lupo – il lupo infatti è un animale opportunista e quando può trarre un vantaggio dall’ambiente che lo circonda lo fa. In questo senso le piste da sci per loro sono come delle strade – continua Scarian – e le usano per spostarsi nel loro territorio”.

 

Infatti le piste da sci, dove la neve è battuta, consentono a questi animali di spostarsi più velocemente e con minore dispendio di energie piuttosto che dover affrontare la neve fresca, considerando poi che il territorio di un singolo branco può raggiungere un’estensione di oltre 250 chilometri quadrati va da sé che le piste diventano un’ottima via di comunicazione.

 

 


Il branco
Il branco "fassano" fotografato da Paolo Scarian

 

Analizzando le riprese video forestali ed esperti sono giunti alla stessa conclusione: il branco immortalato in Val Badia è quello originario della Val di Fassa, ma anche questo dato non deve stupire, “questo gruppo infatti gravita da sempre su tre province, quelle di Trento, Belluno e Bolzano – aggiunge Scarian – il loro avvistamento è del tutto casuale dal momento che il branco non è da ritenersi stanziale della Val di Fassa visto che più di una volta si sono spostati da questa zona”.  

 

Nel video sono presenti la coppia Alfa, in particolare è riconoscibile la femmina alfa che zoppica leggermente dalla zampa anteriore sinistra, e due dei cuccioli nati quest’anno e già cresciuti. Dalle immagini si può scoprire molto sul comportamento di questi animali, che prediligono spostarsi di notte questo anche per evitare di entrare in contatto con gli esseri umani.

 

Dopodiché si può vedere come i quattro lupi arrivino ad essere piuttosto vicini ai gatti delle nevi: “ciò accade – afferma l’esperto – perché i lupi hanno imparato a non temere i mezzi meccanici, mentre fuggono alla vista dell’essere umano, infatti non appena comprendono di trovarsi di fronte ad un uomo escono di corsa dalla pista entrando nelle neve fresca per poi rientravi più avanti”.

 

Questo comportamento si nota anche in altri animali, come nel caso dei cervi che solitamente non sono intimoriti dalle auto, ma se qualcuno prova a scendere questi fuggono di gran carriera. Anzi in alcuni casi gli stessi forestali, durante i loro appostamenti per il monitoraggio, attendono il passaggio dei lupi in auto che talvolta si avvicinano a una sola decina di metri.

 

Alcune persone, o perché non conoscono bene il comportamento di questi animali oppure in maniera strumentale, hanno avanzato l’ipotesi che simili incontri possano verificarsi anche di giorno con le piste piene di gente, congettura respinta con forza da Scarian: “Praticamente impossibile che i lupi si avvicinino di giorno alle affollate piste da sci”.

 

Anche sulla presunta pericolosità l’esperto ha le idee chiare: “Trattandosi di animali selvatici è un’ipotesi, seppur remota, che non può essere esclusa a priori. Ma questa possibilità – riprende Scarian – è la stessa, anzi gli stessi dati ci dicono più remota, che esiste di essere attaccati da un cane o perfino da una mucca (articoli QUI e QUI), ogni animale può diventare pericoloso se messo nelle condizioni di esserlo”.

 

Ad ogni modo Scarian, che su questo tema ha recentemente organizzato una serata a Trento, vuole essere chiaro: “Non esiste nessun pericolo di ordine pubblico, nonostante ci sia chi, per un proprio tornaconto politico, continui a soffiare sul fuco nel tentativo di infondere nei cittadini la paura di questi animali”.

 

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