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Oltre 1500 firme per preservare villa Angerer, il sindaco Betta: “Dove sono stati gli ambientalisti tutti questi anni?

I comitati contrari al progetto di riqualificazione, sostenuto da Pat e Comune, parlano apertamente di “Ecomostro”. Ma l’amministrazione tira dritto: “Compromessi necessari, se non si interviene la struttura rischia di crollare”

Di Tiziano Grottolo - 14 ottobre 2019 - 15:39

ARCO.  Non si placano le polemiche in merito al progetto promosso dal comune di Arco che vorrebbe portare all’interno di Villa Angerer, altrimenti nota come ex Sanaclero, una struttura ricettiva di lusso che ospiterebbe anche una clinica privata per la longevità guidata dal luminare Luigi Fontana (QUI articolo).

 

I comitati ambientalisti parlano apertamente di “Ecomostro” e hanno avviato una raccolta firme online che in due settimane ha raggiunto i 1500 sottoscrittori (QUI la petizione).

 

“La nuova destinazione sarà alberghiera, saranno consentite importanti demolizioni – affermano gli ideatori della petizione – i nuovi volumi saranno il doppio degli attuali ed andranno ad erodere una fetta importante del parco di pregio di Villa Angerer”.

 

All’interno del parco dell’ex Sanaclero infatti, sono presenti varie specie di piante rare ed esotiche come l’albero della canfora, il cipresso e il cedro dell’Himalaya, la quercia da sughero, l’eucalipto e un esteso canneto nella parte sud-ovest. Il tutto impreziosito da una fontana storica, terrazzamenti e balaustre che rendono il parco uno spazio pittoresco in grado di mantenere il fascino ottocentesco.

 

“Dobbiamo fermare l'amministrazione comunale, e convincerla che si può valorizzare quel luogo di rara bellezza anche senza cancellarne completamente la sua storia” attaccano gli ambientalisti che però al momento non hanno presentato progetti alternativi a quello avanzato dall’amministrazione comunale.

 

Intanto il progetto va avanti e nel frattempo ha incassato il sostegno della giunta Fugatti: “La valorizzazione dell’immobile di proprietà pubblica, per la quale si prospetta un futuro nell’ambito della ricettività e del benessere, è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del territorio dell’Alto Garda – ha affermato Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione – sono convinto che Villa Angerer, oggi in stato di degrado, possa diventare il fiore all’occhiello dell’offerta turistica locale, utilizzando in maniera nuova i suoi spazi”.

 

Più duro il sindaco di Arco Alessandro Betta che ci tiene a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Villa Angerer sta crollando e finalmente c’è una possibilità di recupero che può dare un buon futuro ad un intero territorio – l’affondo del sindaco che poi chiosa – in questi anni invece i cosiddetti ‘isti’ si sono concentrati esclusivamente su Arco demolendo tutto e creando nella Comunità solo divisioni. Insomma secondo Betta i vari comitati metterebbero in atto un’opposizione a prescindere verso qualunque progetto avanzato dall’amministrazione.

 

Dal canto suo il consigliere comunale Tommaso Ulivieri cerca di conciliare le due posizioni“Ci sono situazioni che ci costringono ad intervenire, per esempio per mettere in sicurezza una zona interessata dal pericolo di frane o per salvare una vecchia villa immersa in un parco e da decenni non fruibile dalla cittadinanza proprio per la pericolosa prossimità con una struttura cadente”.

 

È lo stesso consigliere di Abc-Futura a evidenziare le possibili criticità del progetto come il considerevole aumento delle cubature che interesseranno parte del parco e il rischio che la ristrutturazione conservativa della facciata del Sanaclero possa non mantenere le caratteristiche architettoniche d'epoca.

 

Ma al fronte di questi “compromessi” ci sarebbero ricadute positive in termini sanitari, turistici, occupazionali e accademico-scientifici, legate alla presenza della così detta “Accademia della longevità” di Fontana, secondo Ulivieri “fulcro del progetto” posto in essere dall’amministrazione.

 

“Si può reagire a questa proposta gridando alla devastazione della speculazione edilizia e, in mancanza di alternative, preferire una devastazione più romantica guardando dal cancello lo sgretolarsi dell'edificio – riprende il consigliere – oppure si possono accendere i fari sul progetto perché sia il più possibile conservativo della memoria storica-filologica e affinché il parco sia reso effettivamente accessibile”.

 

Pertanto Ulivieri invita ad accogliere le osservazioni dei Comitati ambientalisti e di Italia Nostra e a inserirle direttamente nella norma della variante "Comune e la cittadinanza devono avere il controllo su quello che si andrà a fare – sottolinea il consigliere, detto questo però – sarà necessario proporre alternative concretamente sostenibili oppure mediare tra i propri sogni e i tempi che viviamo senza populisticamente scaldare gli animi anche di coloro che fino ad oggi nemmeno sapevano dell'esistenza di questo compendio”.

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