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Anche in Trentino arriva l'app per tracciare la presenza delle zanzare. L'esperta del Muse: "Per contenerla decisivo il ruolo dei cittadini"

Gli esperti di entomologia del Muse parteciperanno all'analisi dei dati forniti tramite l'app "Mosquito Alert". Facilmente scaricabile dal proprio smartphone, permette di inviare la foto dell'insetto a un team di esperti che identifica la specie e estrae dati utili all'amministrazione pubblica. La responsabile del progetto per il museo Valeria Lencioni: "Funzione anche sanitaria. E' importante che la scarichino in tanti"

Di Davide Leveghi - 16 ottobre 2020 - 12:29

TRENTO. E' indubbio che negli ultimi anni Trento abbia visto una crescita esponenziale delle zanzare, divenute un problema endemico in molte zone della città. Ed è proprio nell'ambito del monitoraggio e della lotta contro questo fastidioso insetto, che il Muse partecipa con il suo team di entomologi ad un progetto europeo ruotante attorno ad un'app facilmente scaricabile sul proprio smartphone.

 

Si chiama “Mosquito alert” ed è nata nel 2014 in Spagna. Una fra le tante applicazioni che cercano di monitorare la presenza e la diffusione delle diverse specie di zanzare, si è presto espansa in tutta Europa, venendo adottata a livello europeo come utile strumento per aver contezza della situazione in tutti i Paesi del continente.

 

Non siamo autori ma l'abbiamo adottata a livello nazionale e internazionale – racconta la responsabile della sezione di zoologia degli invertebrati e idrobiologia del Museo delle Scienze naturali di Trento Valeria Lencioni – è un'app scaricabile da tutti sul proprio smartphone, facilmente, e recentemente tradotta anche in italiano. Il cittadino fotografa la zanzara che l'ha punto, carica la foto e gli esperti di entomologia identificano la specie. È un lavoro non sempre facile, perché molto dipende dalla foto. È difficile ad esempio riconoscerla se la foto è di una zanzara schiacciata”.

 

“Dopo l'adesione da parte dell'Università La Sapienza di Roma, anche noi come Muse abbiamo deciso di partecipare, contribuendo a dar vita ad un unico database europeo – continua – da parte nostra vogliamo dare ai cittadini trentini un'idea della diffusione della zanzara. Non ci sono degli appassionati, infatti, a validare le foto, bensì degli esperti (4 per il Muse di Trento). Noi invitiamo a scaricare l'app, perché i dati geolocalizzati ci permettono di monitorare meglio la situazione”.

 

Gli esperti del Muse, da parte loro, hanno pure contribuito a rendere più efficace l'applicazione, aggiungendo una funzione. “E' stata implementata grazie a un nostro suggerimento – spiega Lencioni – chiediamo infatti, a chi ci manda la foto, che ci venga detto anche il grado di molestia, cioè il numero di volte che si è stati punti. Le zanzare tigre, infatti, tendono a pungere più volte nel giro di pochi secondi. Non le vediamo, sono piccole, volano basso. Ma dando un'idea di quante volte ci hanno colpito si può estrarre un dato che globalmente ha senso, perché sappiamo da dove arriva e indirettamente dove ce ne sono di più”.

 

Dai parchi alle case private, dagli orti alle piazze, l'app permette di tracciare un quadro della distribuzione e della quantità di zanzare sparse per il territorio. Con un monitoraggio costante, inoltre, si può capire se questo animale, tendenzialmente stagionale in una regione fredda d'inverno come la nostra, sia comunque presente a prescindere dalla rigidità del clima. L'analisi dei dati, nondimeno, consente anche di capire l'incidenza dei cambiamenti climatici proprio su questo fastidioso animale.

 

E' importante scaricare questa applicazione perché la zanzara è animale stagionale – prosegue – qui da noi in inverno non c'è, ma può essere che delle mini-popolazioni siano rimaste attive anche d'inverno. Non sono esclusi, dunque, i dati fuori stagione. Il monitoraggio delle zanzare non è d'altronde una cosa nuova per noi, che da tempo svolgiamo questo tipo di attività, anche in stretta collaborazione con il Comune di Trento, per studiare distribuzione e abbondanza di queste specie sul territorio comunale. Da 2 anni, ad esempio, grazie all'aiuto di alcune famiglie, stiamo monitorando la situazione in collina, cioè in quelle zone al di sopra dei 600/700 metri dove normalmente la zanzara tigre non dovrebbe esserci. Ciò che ne esce è, ancora una volta, che sono i nostri comportamenti a incidere sulla diffusione di questi insetti”.

 

Non solo scientifico è lo scopo dell'app, tra l'altro. “C'è una finalità sanitaria, visto cha la zanzara comune, quella autoctona, è ad esempio vettore di malattie come il West Nile. Nel caso di contagio, dunque, è molto importante sapere quante e quali zanzare ci siano in quella zona, per prevenire possibili diffusioni del virus. L'interesse sanitario è forte, le zanzare sono vettori di malattie, e per questo lavoriamo anche a stretto contatto con l'Apss”.

 

Se il Muse offre dunque le sue competenze per fornire dati utili all'amministrazione pubblica, è questa che si occupa invece dell'aspetto repressivo. “Ogni settimana inviamo al Comune di Trento un rapporto sullo stato delle zanzare in città – conclude l'entomologa – è questo che coordina il programma di disinfestazione. Se abbiamo coinvolto il pubblico, però, è importante che lo sia anche la popolazione. Come nel Covid, infatti, sono i comportamenti di tutti noi a alimentare la presenza di questi animali”.

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