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Impianti chiusi e troppi escursionisti tra i boschi, il Parco dello Stelvio lancia l'allarme: "Rispettate gli animali già in difficoltà per le grandi nevicate"

Con la chiusura delle piste da sci, il Parco Nazionale dello Stelvio ha espresso preoccupazione per tutti quegli escursionisti e scialpinisti che nei prossimi giorni andranno nei boschi. Per questa ragione sono stati posizionati dei cartelli informativi all'interno del Parco. "L’incontro accidentale e non prevedibile con l’uomo provoca spesso negli animali selvatici panico, stress ed induce l’animale ad una fuga repentina con ripercussioni negative sulle sue condizioni fisiche, a volte non recuperabili"

Di Lucia Brunello - 24 dicembre 2020 - 17:54

STELVIO. L’inverno è una stagione molto complicata per gli animali selvatici. Il cibo disponibile è poco e di scarsa qualità. Se pensiamo poi alle basse temperature e alla presenza della neve che, soprattutto se alta e persistente, implica molto sforzo nei movimenti, è facile capire come tutto ciò renda questa stagione difficile per la fauna dei boschi, che si trovano a doverla affrontare con le proprie forze per superarla al meglio.

 

Diventa, quindi, indispensabile risparmiare l’energia corporea ed evitare inutili sforzi, superflui movimenti e nocivo stress. Per questa ragione (e anche in seguito alle intense nevicate che hanno già interessato l'intero arco alpino) il Parco Nazionale dello Stelvio ha lanciato una campagna per portare l'attenzione degli amanti della montagna a quelli che sono i danni recati alla fauna selvatica dalle nostre sciate fuori pista o ciaspolate fuori traccia. L'azione di sensibilizzazione si è concretizzata con il posizionamento di numerosi cartelli all'interno del Parco con su scritti alcuni buoni consigli per rispettare gli animali durante la stagione invernale.

"Questo è il periodo più difficile per la fauna selvatica - ci spiega Marta Gandolfi, funzionario tecnico del Parco dello Stelvio settore Trentino - e specialmente per alcune specie, come per il gallo cedrone, fagiano di monte, la pernice bianca e il gallo cedrone e per gli ungulati, cioè cervi, camosci, caprioli e stambecchi. Non dimentichiamo poi la lepre bianca. Questi non hanno possibilità di reperire cibo di grossa quantità o qualità".

 

"L’incontro accidentale e non prevedibile con l’uomo - continua - provoca spesso negli animali selvatici panico, stress ed induce l’animale ad una fuga repentina - e quindi ad un dispendio energetico più o meno elevato - con ripercussioni negative sulle sue condizioni fisiche, a volte non recuperabili".

 

"Inoltre, quando il disturbo si ripete per periodi medio - lunghi ed in rapida successione, gli animali si trovano costretti in un continuo stato di allerta, causando stress cronico e seri rischi per la loro sopravvivenza. Se queste situazioni di disturbo, inoltre, coinvolgono molti individui di una popolazione, le conseguenze possono sfociare in un progressivo declino della popolazione stessa o comunque a modificarne negativamente la dinamica", spiega Gandolfi.

 

Quest’anno con gli impianti sciistici chiusi, molte più persone hanno deciso di sperimentare nuovi sport che non presentano particolari restrizioni. I cartelli sono stati messi posizionati all'interno del Parco dello Stelvio nei punti più strategici e posti più visibili per i fruitori della montagna.

 

"Rispettiamo la natura per goderne di più", prosegue. "Gli scialpinisti cerchino di mantenere lo stesso percorso della salita e quindi stare in aree più ristrette. Tenere i cani al guinzagli. Non andare in gruppi ampi".

 

"Cerchiamo di vivere la natura come se entrassimo in un museo, rispetto in silenzio cercando di non rompere nulla. Osservando e godendo delle bellezze che abbiamo intorno, per goderne ancora in futuro", conclude Marta Gandolfi.

 

Di seguito alcune semplici raccomandazioni da seguire rivolte a tutti i fruitori della montagna per ridurre il loro impatto negli ambienti più delicati.

• rimanere sui percorsi segnalati, prediligendo le aree aperte e stando lontani dai margini del bosco;

 • non seguire le loro tracce sulla neve e non cercare di avvicinarli;

 • muoversi in piccoli gruppi, lentamente, evitando le ore crepuscolari e la notte;

 • praticando scialpinismo, mantenere traccia di salita e di discesa coincidenti, non si interferisce in area delicata per il gallo cedrone ed altri tetraonidi;

 • evitare le zone rocciose libere da neve e le aree particolarmente sensibili (zone di riproduzione, di nidificazione, di svernamento per tetraonidi ed ungulati);

 • tenere i cani sempre al guinzaglio;

 • informarsi su questi temi da fonti attendibili e seguire le indicazioni che si trovano sui pannelli segnaletici all’imbocco di sentieri o sulle bacheche informative.

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