"Scavano dei veri e propri igloo nella neve, ma quei rifugi possono diventare trappole", l'appello del Parco: "Evitate i fuoripista, lasciamo alla fauna spazio e tranquillità"
Il Parco Nazionale dello Stelvio affida ai social un appello rivolto a sciatori e scialpinisti: "Una regola semplice può fare la differenza: restate sui tracciati consigliati o già esistenti, soprattutto nei boschi e ai loro margini, ed evitate le zone soggette a restrizioni"

BORMIO. "Il fagiano di monte, specie tipica delle Alpi, sopravvive all’inverno grazie a un equilibrio delicatissimo".
Parte da questa considerazione un appello che il Parco Nazionale dello Stelvio - Lombardia ha affidato ai propri canali social e in cui si parla appunto del cosiddetto "gallo forcello".
"Per risparmiare energia quando il freddo è intenso e il cibo scarseggia - riprende il Parco -, scava rifugi nella neve: veri e propri 'igloo' in cui la temperatura resta stabile anche quando all’esterno si raggiungono i -15 gradi centigradi. Qui trascorre la notte e, nelle giornate più rigide, gran parte della giornata".
Quello che per lui è un rifugio sicuro può però diventare una trappola se disturbato dalle attività umane. "Sci alpinismo, ciaspolate e sci fuoripista - proseguono gli esperti - possono portarci nelle sue zone di riposo. Se spaventato, è costretto a fuggire improvvisamente, consumando in pochi istanti energie preziose che in inverno fatica a recuperare. Inoltre, senza accorgersene, si rischia di passare sopra i rifugi nascosti sotto la neve.
"Una regola semplice può fare la differenza: resta sui tracciati consigliati o già esistenti, soprattutto nei boschi e ai loro margini, ed evita le zone soggette a restrizioni. Così riduciamo il disturbo e lasciamo alla fauna lo spazio e la tranquillità necessari per superare l’inverno".












