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In Antartide temperature troppo alte e la neve diventa rossa. E' la watermelon snow

Definita “watermelon snow”, la neve rossa è un fenomeno oramai tristemente frequente in Antartide. Per molto tempo sottovalutata, ora è chiaro come questa contribuisca ad uno scioglimento accelerato del ghiaccio

Di Lucia Brunello - 01 marzo 2020 - 23:28

ANTARTIDE. Siamo abituati a vederla bianca e candida eppure la neve in questi giorni a Vernadsky sull’isola di Galindez, base ucraina al largo della penisola più settentrionale dell’Antartide, è diventata rossa. Una visione suggestiva e spettacolare, ma che nasconde una triste verità.

 

A darne notizia è proprio il Ministero della Pubblica Istruzione e della Scienza dell’Ucraina che mostra le immagini di Vernadsky circondata da neve di un rosso intenso in grande contrasto con il ghiaccio.

Definita “watermelon snow” (ossia neve color anguria), la neve rossa è un fenomeno oramai tristemente frequente in Antartide. Per molto tempo è stata sottovalutata, ma ora è chiaro come questa acceleri lo scioglimento dei ghiacci e contribuisca a un maggiore assorbimento del calore e, di conseguenza, a una maggiore perdita d’acqua da parte delle formazioni glaciali.

 

La responsabile qui questa surreale visione, è una piccola alga, il cui nome scientifico è Chlamydomonas nivalis. Si tratta di un organismo unicellulare, appartenente alla classe delle alghe verdi, tipica delle regioni alpine e polari. Cresce di solito ad alta quota e a bassissime temperature e rimane in stato di quiescenza, sotto forma di spora fino a quando le temperature più miti determinano la sua germinazione.

 

La fioritura dell’alga è dovuta alle temperature troppo elevate, in particolare quelle che si sono raggiunte nei giorni scorsi (articolo QUI). Il colore rosso, infatti, assorbe il calore facendo sciogliere più velocemente neve e ghiaccio che perdono così la capacità di riflettere la luce del sole, un effetto chiamato albedo.

 

Il fenomeno è già stato più volte osservato ma oggi gli esperti hanno comunicato la loro preoccupazione: di solito l’alga resta quieta durante l’inverno e inizia a fiorire appena il ghiaccio inizia a sciogliersi e i raggi solari diventano più potenti.

 

Secondo le recenti dichiarazioni di molti studiosi, questo contribuirebbe ai cambiamenti climatici, dando vita ad un minaccioso circolo vizioso: più calore assorbe l’alga, più la neve ne risente e più la fioritura delle alghe sarà decisa

 

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