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| 24 feb 2023 | 15:49

Poca neve e alte temperature: sui ghiacciai trentini aumenta il crepacciamento (FOTO). La Sat lancia l'allerta: “Così sale il rischio cadute durante le uscite”

Le raccomandazioni della Commissione glaciologica Sat in vista dell'avvio delle uscite primaverili: “Tra crepacciamento e scarsa copertura di neve aumenta il rischio di caduta in crepaccio durante l'attraversamento di ponti di neve che, se di spessore ridotto, hanno resistenze inferiori a quelle che si possono trovare con coperture nevose abbondanti”

Poca neve e alte temperature: sui ghiacciai trentini aumenta il crepacciamento

TRENTO. Tra gli effetti della caldissima estate 2022 e le scarse precipitazioni nevose registrate nell'inverno in corso, su molti ghiacciai trentini è aumentato vistosamente il fenomeno del crepacciamento e gli esperti ora lanciano l'allerta: “Così cresce il rischio di caduta in crepaccio durante le uscite di scialpinismo”.

A parlarne sui suoi canali social è la Commissione glaciologica Sat, che ha condiviso alcune immagini sulla situazione dei corpi glaciali trentini. “Perché - scrivono gli esperti – è importante parlarne adesso? L'avvio delle uscite primaverili di scialpinismo che prevedono percorsi su ghiacciaio dovranno tener conto a nostro avviso che la combinazione dei due fenomeni (crepacciamento e scarsa copertura nevosa) possono aumentare il rischio di caduta in crepaccio durante l'attraversamento di ponti di neve che, se di spessore ridotto, hanno resistenze inferiori a quelle che si possono trovare con coperture nevose abbondanti”.

Nei giorni scorsi, riporta la Commissione glaciologica, lo stesso ghiacciaio dell'Adamello Mandrone (Qui il Video sulle sue condizioni) mostrava già crepacci aperti e non coperti di neve: “Ricordiamo – sottolineano gli esperti – che anche su percorsi di questo tipo, è richiesta sempre la valutazione delle condizioni locali della neve, l'accompagnamento con persone esperte (o guide alpine) e la progressione in cordata, al fine di prevenire imprevisti o di poterli gestire nel miglior modo”.

 

Come già riportato in diverse occasioni (Qui Articolo) la situazione sul fronte della siccità è pesante su tutto il territorio ed in montagna in particolare, dove attualmente è presente metà della risorsa idrica nivale rispetto alle medie delle stagioni passate. La stessa Sat nelle ultime settimane (Qui Articolo) aveva sottolineato come sulle Alpi si stia assistendo quest'anno, per il secondo inverno consecutivo, ad un generalizzato deficit di neve: “Ad oggi – avevano scritto gli esperti – il deficit è pari a circa il -56% rispetto al decennio 2011-2021”.

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