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In centinaia per dire no al collegamento Monte Pana-Saltria. Il vicepresidente del Cai Alto Adige: "Un vero obbrobrio e attentato alla natura"

Sono tante le persone accorse alla manifestazione promossa da diverse associazioni ambientaliste e alpinistiche a Plan de Cunfin, ai piedi del Sassolungo, per dire no al progetto che vuole unire con un collegamento ferroviario i comprensori sciistici della Val Gardena e dell'Alpe di Siusi. La proposta: "Rendiamo Sassolungo e Sassopiatto protetti dall'Unesco per proteggerli da interventi del genere"

Credits to Carlo Alberto Zanella
Di Davide Leveghi - 07 settembre 2020 - 11:05

BOLZANO. Il maltempo aveva impedito di tenerla, ma dopo una settimana gli organizzatori sono riusciti a ovviare alla necessità di manifestare la contrarietà della popolazione al progetto di collegare Santa Cristina e l'Alpe di Siusi con una cremagliera salendo fino a Plan de Cunfin. Il Monte Pana, nella giornata di domenica 6 settembre, è stato teatro di una protesta partecipata che ha visto diverse associazioni dire no al collegamento immaginato per unire i comprensori sciistici della Val Gardena e dell'Alpe di Siusi.

 

Troppi i danni ambientali, hanno evidenziato i promotori della manifestazione. Il passaggio per i prati di Plans de Cunfin, infatti, metterebbero a rischio le tante sorgenti d'acqua con cui si rifornisce Ortisei, principale centro della Val Gardena. Non a caso, proprio da quel paese, si è alzato il secco no di amministrazione e cittadinanza, mentre con una delibera del 30 luglio 2020 i Comuni di Castelrotto e Santa Cristina opponevano il loro sì affinché si desse il via ai lavori.

 

“Il tracciato della ferrovia a Cremagliera (prevista tra il Monte Pana e Saltria, ndA) – aveva affermato al nostro giornale la consigliera comunale di Ortisei Sara Sturflesser – passerebbe vicinissimo ai Piani di Confin, mettendo a serio rischio una delle ultime riserve naturali e le fontane di acqua potabile che riforniscono l'intera popolazione di Ortisei”.

 

L'opposizione al progetto, d'altra parte, si era manifestata nella creazione di un comitato, Nosc Cunfin, nato proprio per impedire la realizzazione del tratto ferroviario e promotore di una petizione che ha raccolto quasi 3000 firme. “Si tratta di un gruppo – aveva proseguito Sturflusser – che ora più che mai sta cercando di impedire la realizzazione del collegamento, ma che vuole soprattutto informare la popolazione su ciò che è stato deciso. Molto spesso, infatti, i cittadini vengono tenuti all'oscuro di tanti progetti, anche se sono così importanti”.

 

La protesta, partita dai social, ha portato sui prati di Plans de Cunfin oltre un centinaio di persone, con in prima fila proprio il gruppo Nosc Cunfin, oltre a Cai Alto Adige, Alpenverein e Dachverband. Tra le richieste principali, oltre a quella di fare il collegamento ferroviario, anche l'inserimento del Sassolungo e del Sassopiatto nel patrimonio Unesco, affinché la protezione delle montagne impedisca questo tipo di opere.

 


Credits to Carlo Alberto Zanella
Credits to Carlo Alberto Zanella

 

Un vero obbrobrio e attentato alla natura. Ci opporremo con tutte le nostre forze. Il Cai è sempre presente”. Questo il commento su facebook del vicepresidente del Cai altoatesino Carlo Alberto Zanella.

 

Tra gli altri temi trattati, v'è stato quello dell' “overtourism”, il sovraffollamento turistico che rende anche le montagne luogo eccessivamente gremito. L'insostenibilità della situazione, che un progetto come quello della cremagliera tra il Monte Pana e Saltria rischierebbe di peggiorare, si inserisce in un quadro che ha visto l'Alto Adige tra i territori maggiormente sottoposti alla pressione di milioni di visitatori.

 

“Lo Dolomiti vengono commercializzate come terre di fiabe, ma questa è un'immagine ingannevole – si legge nella petizione promossa da Nosc Cunfin – già ora, le immagini sui materiali pubblicitari o sui siti web dei numerosi portali di marketing sono spesso manipolate per mostrare una montagna ed una natura rigogliosa e intatta. Se l'avidità non si ferma davanti ad un diritto fondamentale, il diritto all'acqua pulita, significa, che nella società odierna, c'è del marcio. Stiamo dimenticando, che siamo parte della Natura, dalla quale dipendiamo e non viceversa”.

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