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In Trentino ogni anno viene gettato nella spazzatura l’equivalente di 75 tir carichi di cibo: “Se vogliamo ridurre gli sprechi dobbiamo pianificare meglio i consumi”

Durante il lockdown il 41% delle famiglie italiane ha ridotto lo spreco di cibo, ma le cattive abitudini sono dure a morire e solo pianificando meglio i consumi è possibile ridurre la quantità di cibo che viene buttata. Ecco i consigli degli esperti in un evento organizzato da Altroconsumo in vista della fiera “Fa’ la cosa giusta!”

Di Tiziano Grottolo - 13 ottobre 2020 - 18:13

TRENTO. Ogni giorno i volontari dell’associazione Trentino Solidale raccolgono circa 60 quintali di derrate alimentari che senza il loro intervento finirebbero nell’immondizia. Si tratta di una quantità enorme, come se ogni anno venissero gettati nella pattumiera 75 autoarticolati carichi di alimenti. Grazie al lavoro dei volontari è possibile dar da mangiare a centinaia di persone in difficoltà, ma allo stesso tempo significa che in Trentino ci sono ancora troppi sprechi.

 

Un’indagine condotta da Altroconsumo però ha dimostrato che cambiare si può. Durante il lockdown il 41% degli intervistati per esempio ha ridotto la quantità di cibo sprecato migliorando le proprie abitudini, mentre il 38% ha compilato più spesso la lista della spesa. E ancora, il 37% ha pianificato di più i pasti e il 32% ha riutilizzato in misura maggiore gli avanzi. Infine, il 68% delle famiglie ha sistematicamente evitato di sprecare cibo. Un miglioramento importante rispetto a prima della pandemia, quando a dichiarare di non buttare il cibo era appena il 42%.

 

Il tema degli sprechi alimentari sarà al centro di un incontro organizzato da Altroconsumo nell’ambito del progetto “La Spesa che Sfida”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e che farà parte degli eventi di lancio di “Fa’ la cosa giusta!” la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si terrà a Trento tra il 23 e il 25 ottobre. “Per noi la sostenibilità occupa da sempre un posto di rilievo – spiega Alice Rovati responsabile trentina di Altroconsumo – da un lato con azioni che cercano di rimettere al centro del dibattito i consumatori, migliorandone la consapevolezza al momento dell’acquisto, dall’altro la scelta sostenibile deve essere semplice, così come devono esserlo le informazioni che trasmettiamo. Solo così si possono spingere più persone verso un consumo più consapevole e sostenibile”.

 

All’evento in questione, che prenderà il via online alle 18 del 14 ottobre (QUI per iscriversi), parteciperanno vari esperti fra cui la stessa Rovati, Paulo Lima, di “Fa' la cosa giusta!”, Marco Lucchini, (segretario Generale Banco Alimentare), Valentina Tepedino, che dirige Eurofishmarket, Marianna Moser, (vicepresidente H2O+) e Francesca Forno dell’Università di Trento. Come già anticipato si parlerà di come ridurre gli sprechi alimentari in casa ma anche di quali pesci scegliere al supermercato. Gli esperti analizzeranno il fenomeno della sostenibilità partendo proprio dalle scelte quotidiane del consumatore.

 

Forno, è la coordinatrice del progetto “Nutrire Trento”, nato nel 2017 con l’obiettivo di instaurare una collaborazione fra Comune, Università ma anche produttori, categorie economiche, scuole e associazioni per promuovere un consumo più consapevole e sensibilizzare a una produzione più sostenibile, in particolare accorciando le distanze tra produttore e consumatore, tra città e campagna.Durante il periodo di lockdown abbiamo condotto una ricerca – sottolinea la docente di Unitn– coinvolgendo alcune famiglie del capoluogo. I risultati hanno confermato che in questa fase lo spreco di cibo è diminuito perché le famiglie hanno fatto più pianificazione”.

 

Eppure le cattive abitudini sono dure a morire e con la fine del lockdown gli sprechi sono tornati ad aumentare. Ciò può essere spiegato con il fatto che le famiglie avevano più tempo per pianificare la spesa e valutare gli acquisti mentre adesso si è tornati alla normale routine.Se vogliamo ridurre gli sprechi dobbiamo pianificare meglio i consumi – osserva Forno – dobbiamo cercare delle soluzioni che vadano nella direzione della sostenibilità, tenendo presente che un mercato diversificato è più democratico, più conveniente ma anche più resiliente”.

 

In questo senso il consumatore ha un ruolo fondamentale e con i giusti consigli può incidere sui processi produttivi, senza dimenticare che lo spreco alimentare è un problema che riguarda non solo tutta la filiera produttiva ma anche i cittadini: “Fare la spesa può trasformarsi in un momento critico e risultare faticoso – conclude Rovati – ma basta ricordarsi di alcuni semplici concetti per assicurarci scelte sostenibili a tavola, mentre una buona informazione può aiutarci a limitare gli sprechi domestici”.

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