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Incontri al Muse sulle specie invasive: “Minaccia crescente che mette in pericolo la biodiversità”

Testuggini, nutrie, pesci rossi e parrocchetti dal collare, ma anche scoiattoli grigi, gamberi e ibis sacri ecco alcune delle specie aliene (e invasive), che rappresentano una delle principali cause di perdita di biodiversità. L’esperto: “Gravi ripercussioni sugli ecosistemi naturali e ingenti danni economici”

Di Tiziano Grottolo - 05 febbraio 2020 - 10:31

TRENTO. Specie aliene o specie alloctone, due denominazioni per indicare tutte quelle specie di animali e di piante originarie di altre regioni geografiche che sono state introdotte, volontariamente o accidentalmente, sul territorio nazionale e anche provinciale. Anche grazie ai cambiamenti climatici alcune di queste hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico e che si insediano talmente bene da rappresentare una vera e propria minaccia per la biodiversità locale.

 

Testuggini, tartarughe, nutrie, pesci rossi e parrocchetti dal collare, ma anche scoiattoli grigi e ibis sacri, gabbiani e gamberi questi sono alcuni degli esempi annoverati tra le così dette specie aliene che, secondo gli ultimi rilevamenti, sono in crescita esponenziale in tutti i gruppi tassonomici, in tutti gli ambienti e in ogni regione del Paese, compresi gli ambienti alpini, causando crescenti impatti alla biodiversità e al nostro benessere.

 

Proprio per approfondire questo fenomeno il Muse ha organizzato una serie di incontri a tema, il primo di questi si terrà proprio questa sera, mercoledì 5 febbraio, alle 20:45 via del Lavoro e della Scienza, 3 dove si trova lo stesso museo. Ospite della serata, Piero Genovesi responsabile del Servizio coordinamento fauna di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e presidente del gruppo specialistico dell’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) che accompagnerà i presenti in un viaggio alla scoperta delle specie aliene arrivate nei nostri territori, fra pericoli e traguardi possibili.

 

“I dati scientifici raccolti negli ultimi decenni dimostrano che le invasioni biologiche sono tra i principali fattori di perdita di biodiversità e rappresentano una delle prime cause di estinzione di specie animali al mondo – spiega Genovesi, che poi aggiunge – inoltre, le specie aliene invasive hanno effetti drammatici sulla nostra salute e sul benessere di molte comunità, determinando perdite economiche molto rilevanti”.

 

Un fenomeno, esploso negli ultimi due secoli, che è strettamente legato alla globalizzazione delle economie e al conseguente aumento dei trasporti, del commercio e del turismo: “Prevenire e mitigare gli impatti delle specie aliene più dannose – prosegue Genovesi – è indispensabile per proteggere la biodiversità degli ambienti naturali e per assicurare uno sviluppo sostenibile delle nostre società. Per questo è urgente adottare più stringenti politiche di prevenzione, promuovendo al contempo comportamenti più responsabili da parte di tutti”.

 

Da qui l’importanza di una corretta comunicazione: “L’adozione di più efficaci politiche di contrasto alle invasioni biologiche richiede una maggior consapevolezza di questo fenomeno, ponendo sfide complesse di comunicazione: se comunicare la vita sulla terra, la biodiversità e le relazioni ecologiche dei sistemi viventi è difficile, raccontare un tema poco conosciuto e spesso conflittuale, come quello delle specie aliene invasive, è particolarmente impegnativo”, sottolinea il referente dell’Ispra.

 

L’incontro di questa sera, che verrà moderato da Paolo Pedrini, responsabile della Sezione zoologia dei vertebrati del Muse, sarà anche l’occasione per presentare gli approcci innovativi per comunicare il tema delle specie invasive, con particolare riferimento al progetto Life Asap, coordinato da Ispra, mirato ad aumentare la consapevolezza sul tema delle specie aliene, e al libro per bambini “Per un Pugno di Ghiande”, vincitore del Libro per l’Ambiente 2019.

 

Per contrastare questo fenomeno è stato addirittura emanato un provvedimento ad hoc, in base al quale chi detiene uno o più esemplari di specie esotiche, incluse negli elenchi delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale o nazionale, è tenuto a farne denuncia al Ministero dell’Ambiente in forma molto semplice e gratuita (allegando un documento di identità), che non comporta alcuna sanzione o tassazione futura. Il termine stabilito per la denuncia di possesso era il 31 agosto 2019 (QUI maggiori informazioni).

 

Calendario dei prossimi incontri del 2020

> 4 marzo: “La gestione del gambero di fiume in Trentino: sfide e opportunità” con Cristina Bruno, Fondazione Edmund Mach.

> 25 marzo: “La situazione del lupo nelle Alpi e le nuove prospettive dal Life Wolfalps Eu” con Francesca Marucco, Ente di Gestione Aree Protette delle Alpi Marittime – Centro di Referenza regionale Grandi Carnivori.

> 1 aprile: “Passato, presente e futuro del popolo delle rocce; un racconto sull’evoluzione e l’ecologia del camoscio delle Alpi” con Luca Corlatti e Luca Pedrotti, Parco Nazionale dello Stelvio.

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