Specie aliene in Trentino: catturati 864 gamberi “killer” della Louisiana. Problemi anche con visoni, testuggini, nutrie e poligono giapponese
Sono diverse le specie aliene e invasive presenti in Trentino, ecco i piani della Provincia per contenerle o eradicarle: si va dai visoni alle nutrie passando per scoiattoli, testuggini, cimici, gamberi ma non mancano le specie vegetali

TRENTO. “Esiste un piano trentino per il contenimento e l’eradicazione delle specie alloctone?”, a chiederselo è il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella che sul tema ha depositato un’interrogazione sottolineando come le specie aliene invasive siano una delle principali cause di perdita di biodiversità, in Italia e nel mondo.
A rispondere nel merito è stato Mario Tonina, l’assessore all’ambiente e vicepresidente della Provincia di Trento: “Va precisato che le specie alloctone non sono di per sé tutte invasive e che quindi molte di esse sono già entrate sul territorio, ma non necessitano di azioni di costante e approfondito controllo”. Detto questo l’attività di contenimento si concentrerà sulle specie ritenute particolarmente dannose.
A livello nazionale sono infatti giunte a buon punto le procedure per l’adozione a livello nazionale delle misure contro: vespa velutina, testuggine palustre, procione, scoiattolo del Pallas, millefoglio d’acqua, giacinto d’acqua, peste d’acqua. Altre arriveranno nei prossimi mesi senza dimenticare quelle già in vigore come per la cimice asiatica. Successivamente la Provincia di Trento provvederà ad armonizzare le proprie norme con quelle nazionali. “Al momento – riprende Tonina – il numero di specie alloctone invasive è molto ridotto e, tranne che per le due specie di gambero, non ci sono particolari preoccupazioni”. Per ora dunque la Pat non ritiene necessario compilare un’atlante ad hoc.
Nel frattempo però è proseguita la campagna di raccolta, su consegna volontaria dei proprietari, degli esemplari di tartaruga palustre americana e si stanno raccogliendo le segnalazioni per stabilire quali siano i punti migliori per effettuare il trappolaggio. Per esempio, a cura della rete di riserve Monte Bondone, è stata commissionata l’eradicazione della tartaruga palustre dal Lago di Cei. “Le operazioni sono in corso – commenta l’assessore all’ambiente – e si conosceranno i primi risultati a partire da fine anno”.
Per quanto riguarda il contenimento delle nutrie i forestali ne stanno monitorando la consistenza sul territorio provinciale, “georeferendo” tutti gli indici di presenza riconducibili al roditore. “Così come indicato dal piano nazionale è in atto l’attività di contenimento finalizzata a impedire la diffusione della specie verso nord, senza escludere a livello locale interventi di eradicazione”. Discorso un po’ diverso per il visone la cui presenza è segnalata da periodici avvistamenti (soprattutto da parte di pescatori) sempre nella stessa zona. “Le popolazioni – dice Tonina – sono tenute sotto sorveglianza, ma non essendo la specie inserita negli elenchi unionali, non si è ancora provveduto a uno specifico intervento mirato”.
Prosegue invece l’azione di contenimento del poligono giapponese (pur non essendo specie degli allegati unionali), in parte sostenuta da specifici progetti finanziati con il Programma di Sviluppo Regionale. Trattandosi di una specie particolarmente aggressiva, che impatta fortemente sugli ecosistemi colonizzati, si sta attualmente partecipando alla stesura di uno specifico progetto Life (con capofila l’Università di Pisa), nell’intento di coordinare le operazioni di controllo, di ottimizzare gli sforzi già in atto da parte di alcuni enti del sistema aree protette e di ottenere un cofinanziamento europeo.
Infine le operazioni di contenimento del gambero della Louisiana nel lago di Lagolo coordinate dall’unità di ricerca di Idrobiologia della Fem, con il supporto dell’Associazione Pescatori Basso Sarca e del Parco Fluviale della Sarca, ha permesso di catturare in totale 864 gamberi: 92 nel 2018, 368 nel 2020, 414 nel 2021. “Queste operazioni – conclude Tonina – come suggerisce il calo dell’efficacia delle catture nel 2021, hanno permesso il contenimento della popolazione di gamberi della Louisiana, ma non risultano ancora sufficienti ai fini della sua eradicazione”.














