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Lago di Garda, l'allarme: ''Sempre meno piante acquatiche e alghe. Gravi rischi per l'ecosistema. Preoccupano gli scarichi delle piscine''

A lanciare l'allarme è stata l'Unione Pescatori Sportivi del Garda e tra le possibili motivazioni fortemente indiziate ci potrebbe essere, spiegano, "il numero sempre maggiore di piscine presenti che durante le periodiche pulizie e relativi svuotamenti potrebbero scaricare nel Garda notevoli quantità di sostanze indirizzate proprio alla non proliferazione del verde nelle vasche''

Di Giuseppe Fin - 21 febbraio 2021 - 20:09

TRENTO. L’innalzamento negli ultimi anni delle temperature e le sostanze che purtroppo finiscono in acqua, stanno peggiorando gli indicatori che riguardano lo stato di salute di fauna e flora presenti nel lago di Garda. I campanelli di allarme già lanciati da associazioni ambientaliste e di pescatori sono molti.

 

Le piante acquatiche e le alghe sono importanti perché dal punto di vista naturale sono una provvista di ossigeno per le acque e gli esseri viventi che ci vivono, ma anche come nutrimento per i piccoli organismi. Molte delle specie lacustri, inoltre, depositano le loro uova proprio tra le piante acquatiche del basso e medio fondale, che in cambio forniscono riparo ed ossigenazione. Una volta schiuse le uova, gli avannotti trovano nelle piante acquatiche riparo dagli aggressori e primo nutrimento.

Tutto questo, però, ora rischia di essere messo in pericolo e tra le tante cause troviamo non solo l’inquinamento ma anche l’incremento delle specie aliene e la sempre meno presenza di alghe e piante acquatiche autoctone.

 

Sono molte le testuggini, per esempio, presenti nel lago di Garda, dalla più comune Trachemys scripta all'ultima trovata di origine cinese, (fortunatamente catturata e inserita in un parco) la vorace Pelodiscus sinensis, questa si ciba di alborelle, carassi, piccole carpe, piccole trote, pesci gatto e invertebrati. E’ molto adattabile e molto prolifica. Queste  tartarughe "aliene", non hanno predatori naturali e si sono adattate al nostro ambiente. Tutte queste specie sono tra le principali minacce alla biodiversità lacustre.

 

 “Durante le immersioni – ci spiega Paolo Zanollo, delegato sub del WWF - ci rendiamo conto della sempre maggiore proliferazione di piante e alghe esotiche che, come tutte le specie alloctone, tendono a prendere il sopravvento su quelle autoctone, che rischiano invece di scomparire”.

 

 Parliamo di Macrofite Acquatiche, chiarisce Zanollo – bioindicatori importanti per il lago che hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri ecologici.  Queste piante, assieme ai canneti, spesso scomparsi per lasciare spazio a spiagge, da anni sono in continuo recesso nel Garda. Lo sanno bene i sub del WWF che già in passato avevano tenuto sott’occhio la situazione per riuscire a far aumentare l’attenzione su queste problematiche affinché fosse poi tradotta in politiche serie di conservazione.

 

“Negli anni scorsi abbiamo portato avanti delle immersioni di monitoraggio in quello che dovrebbe essere il Parco lacuale di Manerba raccogliendo informazioni sulla presenza di fauna ittica ma anche girando filmati documentando il fondale. Questo lavoro è l’importante inizio di un monitoraggio che è sicuramente la base per capire in modo preciso e certo lo stato attuale di salute di flora e fauna” ci spiega Silvia Brentegani vice presidente di WWF Bergamo – Brescia e coordinatrice del monitoraggio di Manerba.

 

A lanciare l’allarme nei giorni scorsi sulla sempre minore presenza delle piante acquatiche è stata anche  ‘’l’Unione Pescatori Sportivi del Garda’’, l’organismo che riunisce 13 associazioni.  “Purtroppo l’opinione pubblica non vede quello che accade sotto il pelo dell’acqua”, afferma  Maurizio Scarmigliati, presidente dell’Unione. “Ed è una mancanza piuttosto grave – continua -  le piante acquatiche hanno una serie di compiti irrinunciabili per l’habitat lacustre, la loro continua e costante rarefazione deve destare forte preoccupazione se si vuole preservare una vita subacquea equilibrata, biodiversificata e qualitativamente accettabile”.

 

Non più tardi di venti, venticinque anni fa, spiega l’Unione dei pescatori sportivi del Garda, la presenza di piante acquatiche nel lago era ben più rigogliosa e come fanno notare le associazioni Apnea Club Brescia e AquaDive Verona di pescatori in apnea, si sono progressivamente diradate fino a rasentare la quasi totale scomparsa specialmente in alcune zone gardesane. I sub dell’unione pescatori sportivi ne indicano principalmente due: Lazise nella sponda veronese e la baia della Romantica in zona Manerba del Garda, sponda bresciana. In questi due tratti sono letteralmente scomparsi centinaia e centinaia di metri quadrati di alghe che fino a non molti anni fa al contrario prosperavano perpetrando al loro secolare compito di elemento indispensabile all’ecosistema Garda.

 

Sul perché sta accadendo tutto questo, l’Unione non ha risposte certe. “Al momento – viene spiegato - si possono fare solo ipotesi, tra cui il riscaldamento globale e di quello del Garda in particolare che ha visto aumentare la sua temperatura media di due gradi negli ultimi anni. Ma una delle motivazioni fortemente indiziate potrebbe essere anche il numero sempre maggiore di piscine presenti nelle ville a lago che durante le periodiche pulizie e relativi svuotamenti potrebbero scaricare nel Garda notevoli quantità di sostanze indirizzate proprio alla non proliferazione del verde nelle vasche”.

 

 Sulla stessa linea è anche Alberto Rania, pescatore di professione ma anche referente dell’Associazione pescatori di Riva del Garda. “Purtroppo è la situazione reale che stiamo verificando in tutto il lago – ci conferma – le alghe negli ultimi anni sono sempre meno e questo si sta ripercuotendo negativamente sulle specie ittiche che vivono nel Garda”. Una situazione, questa, che Rania conferma esserci anche sulla sponda trentina. “Anche da noi – ci dice – le alghe sono diminuite e non tutti sanno che rivestono un ruolo importante per l’ossigenazione dell’acqua ma anche per la riproduzione dei pesci”. I motivi? “Sono tanti e tra questi, purtroppo, l’inquinamento causato dall’uomo’’.

 

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