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La Pat fornirà in comodato gratuito reti e steccati per combattere gli ungulati che invadono gli orti. Tonina: “Strumento rispettoso della fauna”

L’assessore all’ambiente Tonina: “Con questo provvedimento diamo risposta ad una precisa esigenza espressa dalla comunità, attraverso l’utilizzo di strumenti rispettosi dell’ambiente, della fauna e del paesaggio”

Di Tiziano Grottolo - 24 gennaio 2020 - 16:37

TRENTO. Recinzioni in prestito per proteggere orti e campi dagli ungulati questa la proposta, approvata durante la seduta di giunta di oggi, dopo la proposta del vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina.

 

Così, la Pat ha esplicitato criteri, modalità e procedure per la concessione in comodato gratuito di materiale per prevenire, attraverso recinzioni e protezioni, i danni causati dagli ungulati a orti e campi privati ad uso familiare, nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio. Peraltro riprendendo una tradizione già attivata in precedenza, prima del passaggio della gestione del territorio dal Consorzio Parco Nazionale dello Stelvio alla Provincia autonoma di Trento.

 

“Con questo provvedimento – afferma l’assessore Tonina – diamo risposta ad una precisa esigenza espressa dalla comunità, attraverso l’utilizzo di strumenti rispettosi dell’ambiente, della fauna e del paesaggio”. Secondo i residenti infatti, la fauna selvatica in particolare i cervi, danneggiano le coltivazioni sia attraverso il calpestio che il brucamento, creando anche danni ingenti.

 

Con il provvedimento adottato oggi è prevista quindi la fornitura di materiali, per realizzare recinzioni e steccati, in comodato gratuito, ai privati cittadini che hanno a disposizione orti e campi nel settore trentino del Parco dello Stelvio e che vogliono difenderli dagli effetti della presenza degli ungulati come cervi, caprioli, camosci e stambecchi.

 

I materiali però non saranno concessi a tutti, ad esempio chi beneficia di ulteriori forme di contributo o indennizzo per lo stesso appezzamento oggetto della richiesta non potrà richiedere le reti. Per la richiesta dei materiali se ne occuperà il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette che cura la gestione trentina del Parco.

 

Fra le prescrizioni oltre a beneficiari, tipi di coltivazioni ammesse e limiti, ci saranno anche quelle a proposito del modo in cui dovranno essere realizzate le recinzioni: un passaggio fondamentale non solo affinché le reti sia effettivamente efficaci ma anche per la sicurezza degli stessi animali.

 

L’ultimo episodio, ma solo in ordine cronologico, riguarda il cervo rimasto incastrato con il palco fra le reti di alcuni meleti a Castelfondo, l’esemplare in questione nonostante fosse stato soccorso dai contadini della zona è morto il giorno seguente a causa degli stenti.

 

 

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