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La pecora della Val Senales nominata Presidio Slow Food. Carrillo: "Elemento che supera i confini e unisce due Paesi"

Da millenni la Val Senales è abitata da pastori con le proprie pecore. Qui vive una razza ovina particolare che si nutre sui pascoli e che ha nella transumanza con la vicina Austria uno dei suoi tratti caratteristici. Il direttore della Pro Loco Manfred Waldner: "Importante salto di qualità per la nostra comunità"

Pubblicato il - 26 novembre 2020 - 12:33

SENALES. Tutelare la pecora della Val Senales come nuovo presidio Slow Food. Nell'ambito del progetto di rilancio di una valle posta all'estremo confine d'Italia e della sua biodiversità, la razza ovina tipica di queste zone ha ottenuto un riconoscimento importante che ratifica un elemento fondamentale nella storia del territorio. La presenza di pastori e di pecore in Val Senales, valle non lontana da Merano e che si spinge verso il confine con l'Austria e la Ötztal, risale infatti a migliaia di anni fa.

 

A testimoniarlo sono dei reperti rinvenuti nel sito archeologico del Ganglegg, in Val Venosta, dove dagli scavi emersero fusi per la filatura risalenti all'età del Bronzo (oltre 3000 anni fa) e migliaia di frammenti ossei di pecora calcificati e probabilmente bruciati in cerimonie votive in onore degli dei. Lo stesso Ötzi, tra le più antiche mummie del mondo, rinvenuta nel 1991 appunto al confine tra la Val Senales e la Ötztal, era un pastore.

 

Qui, inoltre, si è andata progressivamente affermando una razza ovina di taglia media, la pecora della Val Senales, adatta sia alla produzione di carne che di lana e allevata solamente al pascolo. Questa sua caratteristica rappresenta al tempo stesso un carattere peculiare e un limite per questa razza, diffusa in soli 60 masi e poco competitiva sul mercato.

 

“Il fatto che le pecore della nostra valle abbiano ottenuto il riconoscimento del Presidio Slow Food rappresenta un importante salto di qualità per tutta la nostra comunità – ha commentato trionfante il direttore della Pro Loco Val Senales Manfred Waldnerqui le pecore hanno sempre rappresentato gli animali domestici per eccellenza e la loro presenza è fondamentale per le logiche di sostenibilità con cui cerchiamo di abitare la valle”.

 

Il progetto di tutela della biodiversità in Val Senales affonda le radici in un periodo recente, considerando il grande sviluppo turistico legato principalmente allo sci che ha caratterizzato la valle negli anni '80 e '90. “Per inseguire il profitto, la valle si stava progressivamente snaturando, perdendo contatto con le proprie radici – ha proseguito Waldner – per questo motivo da quindici anni è stato avviato un progetto che fa della sostenibilità il suo caposaldo. Mira a far abitare queste terre con maggior consapevolezza e cura, sensibilizzando la popolazione locale sull'importanza di adottare uno stile di vita che, dai consumi alimentari alla mobilità, dialoghi positivamente con il contesto naturale in cui siamo inseriti. Sostenere le piccole attività commerciali locali, ridurre l'inquinamento atmosferico preferendo una passeggiata o l'utilizzo della bicicletta all'automobile, sono piccoli gesti che hanno un impatto profondo sull'equilibrio degli ecosistemi alpini”.

 

La popolazione della pecora della Val Senales ha segnato una costante diminuzione a partire dagli anni '60. Attualmente se ne contano solo 1500 esemplari, sparsi in diversi masi della valle. La salvaguardia della specie si lega in buona parte alla transumanza, antichissima pratica che caratterizza da secoli questo territorio e che nel 2019 è stata inserita nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, che ne ha riconosciuto il ruolo decisivo nell'equilibrio ecologico della montagna.

 

Nel tradizionale percorso della transumanza, le pecore della Val Senales vengono accompagnate oltre il confine austriaco, nella vicina Ötztal. Con un percorso di circa 44 chilometri e un dislivello complessivo di quasi 5000 metri, le greggi raggiungono a inizio estate i più ricchi pascoli austriaci, rientrando in Alto Adige al principio dell'autunno, quando ai piedi del ghiacciaio del Senales si celebra l'evento con una grande festa.

 

Ogni anno questa transumanza porta in valle turisti, visitatori e alpinisti che per due giorni ne seguono il corso con stupore e curiosità – spiega il fiduciario di Slow Food Alto Adige Südtirol Angelo Carrillo – le pecore della Val Senales sono un Presidio che supera i confini e unisce due Paesi. La loro caratteristica transumanza è una tradizione lunghissima, rimasta viva grazie agli sforzi dei contadini e degli abitanti dei masi. Dobbiamo tutelare loro affinché questa preziosa usanza arrivi alle prossime generazioni”.

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