L'antico vitigno ''enantio a piede franco'' della Vallagarina è presidio slow food: "Piante che nascono per propaggine e corrono sul terreno"
Il 24 settembre verrà presentato a Torino uno dei motivi di vanto della Vallagarina (e del Trentino): l'enantio a piede franco, un particolare vitigno autoctono a bacca rossa "che corre sul terreno"

AVIO. É uno dei motivi di vanto del territorio e ha delle straordinarie (ma soprattutto curiose) caratteristiche: è l'enantio a piede franco, antico vitigno autoctono che affonda le proprie radici in Vallagarina, al confine tra le Province di Trento e Verona, oggi divenuto presidio Slow food che verrà presentato a "Terra madre salone del gusto" a Torino il 24 settembre.
Un festival che permetterà di raccontare le peculiarità di un vino trentino, ma in primis di un vitigno peculiare, accanto ai tre produttori che aderiscono al Presidio: l'azienda agricola Vallarom di Barbara Mottini e Filippo Scienza di Avio, l'azienda agricola Lorenzo Bongiovanni di Sabbionara e l'azienda agricola Roeno della famiglia Fugatti di Brentino Belluno (Verona).
Enantio a piede franco: questo il nome dato a una varietà di vite le cui piante nascono per propaggine, senza essere innestate, correndo sul terreno e riproducendosi grazie al sapiente intervento dei viticoltori. In particolare, a spiegare il sistema di propagazione, Lorenzo Bongiovanni, referente dei tre produttori: "Si prende un tralcio della pianta (cioè un ramo giovane ndr), lo si ripiega verso il terreno, lo si interra in una buca per circa 30 centimetri e poi lo si fa riemergere dal suolo per una spanna - svela - si riempie poi la buca e si aspetta infine che il tralcio cresca, mentre dalle gemme sotto terra le radici si propagano". Di lì in poi, soltanto una questione di tempo: "Basteranno 2 o 3 anni per fortificare il tralcio, che verrà così separato dalla pianta madre".
Una propagazione che ad oggi in Italia resiste soltanto in pochissimi terreni, aree nelle quali il suolo o l'altitudine hanno impedito alla fillossera (insetto che costituisce una minaccia per la viticoltura ndr) di proliferare. Caratteristiche, queste, proprie d'una zona come la Vallagarina, i cui terreni sabbiosi-silicei costituiscono perfetto luogo per coltivare questa particolare pianta.
"La superficie coltivata a enantio, negli ultimi trent’anni, si è tuttavia ridotta moltissimo - precisa Tommaso Martini, referente Slow Food - quella totale, attualmente, è tra i 35 e i 40 ettari, calcolando anche quei vigneti appartenenti a aziende che non aderiscono al Presidio. A valorizzare questo vitigno e imbottigliare l’enantio dei vigneti a piede franco (commercializzandolo con un’etichetta ad hoc) – si aggiunge Bongiovanni – siamo rimasti in tre. Gran parte della produzione, viene infatti utilizzata come uva da taglio per altri vini rossi del territorio".
"Oltre alla particolarità dovuta al sistema della propaggine, l’enantio vanta anche una storia lunghissima – prosegue Martini – già nel primo secolo Plinio il Vecchio lo citava in uno dei volumi della sua “Naturalis Historia”".
La sua vendemmia è tardiva e viene effettuata nella seconda metà di ottobre, con bassa resa. In cantina, poi, i vignaioli possono sbizzarrirsi: "Il riconoscimento dell’enantio a piede franco come Presidio Slow Food è un passo importante anche in questo senso – conclude Martini – perché ogni produttore mette in commercio un vino diversissimo l’uno dall’altro. Tanto per fare un esempio, c’è chi lo commercializza l’anno successivo alla vendemmia e chi aspetta invece tre o quattro anni. Su una base comune, insomma, nasce un progetto che lascia esprimere le identità delle aziende coinvolte: un valore aggiunto".
Il Presidio Slow Food dell’enantio a piede franco è sostenuto da Apt Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Comune di Avio, Comune di Brentino Belluno, Sparkasse, Db Formazione, e alcuni partner minori.














