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M49 in fuga, le associazioni ambientaliste: "Si è dimostrato disposto a tutto pur di ottenere la libertà. Basta alla prigionia"

"M49 ha dimostrato per tutta la sua vita di non essere pericoloso per le persone e in ben due occasioni anche che la prigionia per un selvatico nato e vissuto libero, seppure resa comoda da cibo abbondantemente disponibile, è così insopportabile e dolorosa, da spingerlo ad atti estremi pur di riguadagnare la libertà"

Di Lucia Brunello - 27 luglio 2020 - 18:14

TRENTO. "Mentre attendevamo, inutilmente, notizie sulle condizioni dei due orsi (M49 Papillon e Dj3) nati liberi e imprigionati al Casteller, M49 per la seconda volta è evaso da una prigione da tutti considerata quasi inviolabile", inizia così il comunicato congiunto del coordinamento ambientalista del Trentino sulla clamorosa fuga dell'orso M49 di oggi, lunedì 27 luglio.

 

Una notizia che le associazioni non hanno potuto che accogliere con immensa gioia, ma nonostante questo ora c'è apprensione. Quale sarà il destino di M49? La richiesta che avanzano a gran voce è quella di lasciarlo in libertà.

 

"Con ciò - continua il comunicato - dimostrando di essere disposto a tutto, anche a ferirsi o morire, pur di tornare libero: ricordiamo i fili elettrici superati in entrambe le occasioni e le sbarre di ferro piegate a creare una minima fenditura attraverso cui stamattina si è trascinato all'esterno, quasi certamente ferendosi dolorosamente". 

 

"Ora è libero, ma braccato dalla Forestale, in seguito ad ordini che vanno contro ogni valutazione di buon senso: M49 ha dimostrato per tutta la sua vita di non essere pericoloso per le persone ed ha dimostrato in ben due occasioni che la prigionia per un selvatico nato e vissuto libero, seppure resa comoda da cibo abbondantemente disponibile, è così insopportabile e dolorosa, da spingerlo ad atti estremi, pur di riguadagnare la libertà".

 

"Ora è la fuori radiocollarato, facilmente controllabile, come altrettanto facilmente contenibili sarebbero gli eventuali danni. Perché - non dimentichiamolo! - stiamo parlando di un animale che non ha mai rappresentato un pericolo per le persone", prosegue.

 

"Quello che chiediamo facciano, e saprebbero fare sicuramente bene, i forestali trentini, sarà lasciarlo libero, monitorandolo e attuando le opportune attività di dissuasione, in caso si rendessero necessarie, che dovranno essere, come l'etologia insegna, pronte nella risposta, proporzionate alle azioni "indesiderate"; attuate dall'animale e coerenti con le caratteristiche di specie".

 

"In questo modo, impegnandosi per una corretta ed effettiva coesistenza fra uomo e animali selvatici. Perché M49 DEVE RIMANERE LIBERO!"

 

Le associazioni firmatarie della nota sono l'Enpa del Trentino, la Lac per il Trentino Alto Adige/Südtirol, Lav del Trentino, Circolo di Trento Legambiente, Lipu Trentino, Pan-Eppaa e Wwf Trentino.

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