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Anche Licia Colò dalla parte di M49: "Vorrei non essere mai nato, non aver conosciuto i profumi e i sapori che mi avete tolto per sempre"

Non si ferma l'ondata di indignazione emersa dopo la ricattura di M49. Sono infatti tantissime le voci che si sono alzate contro la cattiva amministrazione trentina sul tema dei plantigradi. Dopo le associazioni animaliste e il Ministro Sergio Costa, anche la conduttrice Licia Colò ha voluto condividere un suo pensiero: "Desideravo solo essere un orso, e come tale essere libero, ma evidentemente chiedevo troppo"

Di Lucia Brunello - 10 settembre 2020 - 20:09

TRENTO. Non si ferma l'ondata di indignazione emersa dopo la ricattura di M49. Sono tantissime le voci che si sono alzate contro la cattiva amministrazione trentina sul tema dei plantigradi. Sopra tutti quella del Ministro Sergio Costa, risaputamente "dalla parte" di Papillon, e che nella giornata di ieri ha diffuso una lettera in cui scriveva: "Sapere che Papillon è chiuso in una gabbia fa male. Nei suoi mesi di ritrovata libertà non ha mostrato pericolosità verso l’uomo, ha cercato cibo, come è giusto che sia. Poteva essere radiocollarato nuovamente e seguito a distanza. Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, con il quale sono in contatto, conosce bene la mia posizione".

 

Le associazioni animaliste (tra cui Enpa e Lav), infuocate da numerose ragioni che le hanno portate sul piede di guerra, sono anche arrivate a chiedere che l'amministrazione dei grandi carnivori venga rimessa allo Stato e tolta alla Pat (qui articolo). In tutta risposta, l'eclatante mossa della Giunta leghista trentina che ha affidato la gestione della fauna (e quindi in primis degli orsi) alla Protezione Civile. Prima volta in assoluto in Italia in cui accade qualcosa di simile.

 

Una scelta che fa davvero riflettere, se si pensa che la Protezione Civile, normalmente, entra in azione in circostanze speciali o di emergenza. Insomma, in Trentino sta avvenendo un chiaro cambio di narrazione, in una "storia" che ora racconta di come un orso dovrebbe essere visto e gestito come si farebbe con un cataclisma.

 

Sul tema si è espressa anche la conduttrice televisiva Licia Colò che, con un post su facebook, ha condiviso parlando in prima persona come fosse M49 stesso: "Adesso sono stanco davvero... Mi avete braccato, catturato, castrato, ma ugualmente sono riuscito a scappare per tornare sulle mie montagne. Desideravo solo essere un orso, e come tale essere libero, ma evidentemente chiedevo troppo. Mi avete catturato di nuovo dopo mesi di fuga e dopo avermi dato come nome una sigla: M49. Che tristezza... Adesso lo spettacolo è finito davvero. Esco di scena. Non c'è posto per me in questo ridicolo teatro dove sono solo una comparsa. Vorrei non essere mai nato, non aver conosciuto i profumi e i sapori che mi avete tolto per sempre. Quella che voi chiamate morte per me è L'ADESSO".

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