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Cattura M49, Costa: "Sto con Papillon. Ho chiesto di verificare le sue condizioni di salute. L'Ispra farà un sopralluogo"

Il Ministro Costa ha ora scritto una lettera ai presidenti delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia - a loro tempo interessate dal progetto di reintroduzione dell'orso bruno, Life Ursus - di prendersi carico di alcuni esemplari da spostare in idonei ambienti boschivi dell'arco alpino

Di L.B. - 09 settembre 2020 - 16:27

TRENTO. "M49, o Papillon, come l’ho rinominato io, è stato catturato per la terza volta dalla Provincia autonoma di Trento. Molti di voi mi hanno chiesto di prendere una posizione, di dire qualcosa… bene. Io sono un ministro, e per come la penso io, un Ministro della Repubblica deve prima fare, e poi, in caso, parlare", così inizia il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in una nota riguardo la ricattura dello scorso lunedì 7 settembre del plantigrado M49.

 

"Ho dato mandato attraverso gli uffici del ministero a Ispra e ai Carabinieri Forestali - continua - di andare a verificare le condizioni di salute di Papillon e degli altri due orsi che si trovano a Casteller, un luogo ormai al limite della sua capienza. Vogliamo che in questa detenzione almeno sia garantito il benessere animale". 

 

"Sapere che Papillon è chiuso in una gabbia fa male. Nei suoi mesi di ritrovata libertà non ha mostrato pericolosità verso l’uomo, ha cercato cibo, come è giusto che sia. Poteva essere radiocollarato nuovamente e seguito a distanza. Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, con il quale sono in contatto, conosce bene la mia posizione".

 

"Non è un mistero che nei mesi scorsi io abbia provato tutte le strade per poter trovare una nuova casa per Papillon all’estero. Ma per ora le notizie non sono positive. Credo però che il discorso vada reimpostato completamente. Premesso che la sovrappopolazione denunciata dal presidente della provincia di Trento sia da dimostrare, ho scritto una lettera ai presidenti delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia affinché si possa estendere ai territori da loro amministrati il progetto "Life Ursus” – spiega il ministro – un progetto europeo di reintroduzione dell’orso bruno ambizioso e ben riuscito se consideriamo che questi splendidi mammiferi erano quasi estinti negli anni 80". Progetto che ha visto la luce negli anni '90 e che si è ufficialmente concluso nel 2004.

 

"Grazie a quel progetto – prosegue nella lettera – nelle Alpi italiane sono presenti oggi circa 100 orsi ed appare realistico raggiungere l’obiettivo di ricreare una continuità ecologica con le popolazioni di orsi dei Balcani. Considerata l’importanza del progetto, sia a livello nazionale che internazionale, da più parti ci chiedono una valutazione per ampliare l’areale di presenza del mammifero, favorendo l’espansione degli orsi in luoghi con caratteristiche ambientali idonee, per assicurare la persistenza a lungo termine della specie nel nostro Pianeta. Tra i vari siti italiani in valutazione le caratteristiche di questi territori appaiono, agli esperti del ministero, idonee con elevata disponibilità trofica per gli orsi bruni".

 

"Andranno chiaramente approfondite con rigore scientifico le opportunità e le problematiche collegate ad un trasferimento di alcuni animali oggi presenti in Trentino, ma resta necessaria un’intesa tecnica e politica rispetto al progetto di reintroduzione tra le nostre amministrazioni”.

 

Il ministro Costa ha quindi chiesto ai tre presidenti la disponibilità a un incontro per approfondire la tematica. "Sono certo che un progetto di tale rilevanza e che ha già mostrato il successo sarà accolto favorevolmente dai presidenti Fedriga, Zaia e Fontana".

 

"Sto con Papillon, e tutti dovrebbero indignarsi per quello che sta accadendo. Un orso, che non ha mai fatto male a nessuno, non ha mai aggredito nessuno non può e non deve essere trattato come un criminale da tenere in prigione".

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