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| 28 feb 2020 | 16:10

Nel lago di Valvestino il livello dell'acqua si abbassa e riemerge l'antica dogana

Periodicamente, il lago di Valvestino dona un'immagine senza eguali: la vecchia frontiera che riemerge dalle acque, un tempo snodo cruciale per il passaggio di uomini e merci di cui le zone circostanti erano produttrici

di Redazione

VALVESTINO (BS). Nel cuore della riserva naturale occidentale dell’Alto Garda Bresciano, sorge il lago di Valvestino, un bacino artificiale a ben 124 metri di altezza. Circondato da ripide scogliere, sotto la sua superficie custodisce un meraviglioso segreto: le antiche rovine della dogana. 

 

Un tempo questo era parte dell'Impero d'Austria, e per lungo tempo luogo di frontiera con l'Italia, dove si incrociavano sentieri e mulattiere, costituendo un passaggio obbligato per migliaia di viandanti. Il confine era collocato proprio nella parte settentrionale dell’attuale bacino, in località Lignago (talmente piccola che non si trova sulle cartine) e rappresentava uno snodo cruciale per il passaggio di uomini, merci e carbone vegetale di cui le zone circostanti erano produttrici, con tanto di contrabbandieri che agivano nelle valli circostanti.

 

Quando il pompaggio è quasi assente, il livello del lago artificiale si abbassa e coloro che si trovano sulla strada provinciale, dal Garda verso la Valvestino, hanno dinanzi uno spettacolo davvero unico, costituito dai muri dell’edificio della dogana di Lignago che riemergono a ricordarci il tempo che fu.

 

Te pasaré da Lignàc” (passerai da Lignago), dicevano un tempo, a significare che qui e per forza bisognava passare, tra il Garda e le valli circostanti, per andare dall’una all’altra parte.

 

Poi, nel 1963, è arrivata la costruzione della diga con il lago artificiale che ha ricoperto tutto. Solo per qualche decennio, però. Nel 2014, infatti, causa il temporaneo e forte abbassamento delle acque del lago della Val Vestino, è riemerso qualcosa di straordinario: i muri del vecchio edificio della dogana, una sorta di “scheletro” che è testimonianza di un passato tanto lontano quanto suggestivo.

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