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Pian dei Fiacconi, la valanga distrugge il rifugio. Il gestore guarda avanti: "No ad una struttura più grande e con più cemento"

Dopo la distruzione del rifugio Pian dei Fiacconi il gestore Guido Trevisan volge lo sguardo al futuro e cerca vie alternative. "Per trovare una nuova strada ho bisogno dell'aiuto di persone che pensano che si possa cambiare il nostro modo di vivere su questa Terra"

Di Mattia Sartori - 25 dicembre 2020 - 12:13

CANAZEI. Neve e macerie. Il rifugio Pian dei Fiacconi nelle scorse settimane è stato travolto da una valanga dal fronte nevoso di circa 600 metri (Qui articolo). Parte della struttura è rimasta in piedi, ma i danni sono stati così gravi da costringere il gestore, Guido Trevisan, a procedere con la demolizione dell’intero rifugio e la costruzione di uno nuovo.

 

Negli scorsi giorni Trevisan commentava il suo stato d’animo: “Era come quando ti trovi in montagna con gli sci, in mezzo alla nebbia. Non sai dove andare, non vedi niente, non sai neppure se sei fermo o ti stai muovendo, ti gira la testa e ti viene da vomitare”. Il soccorso alpino ha avviato una raccolta fondi per contribuire alla ricostruzione dello storico rifugio (Qui articolo) e in questo momento il gestore si dice pronto a ripartire, a pensare ai prossimi passi.

 

Giovedì 24 dicembre, in un video pubblicato su Facebook, Guido espone il suo pensiero su come andare avanti. “Ripartire vuol dire qualcosa di nuovo. Non ho la risposta, me la sto chiedendo e sto chiedendo aiuto a tutti quelli che hanno una visione differente della vita dell’uomo, a persone che vedono oltre il passo ovvio di portare via il rifugio e rifarne un altro. Escludo solo di ricostruire più grande e più forte di prima, tutto il resto sono vie aperte”.

 

 

 

 

Tutti si aspettano che voglia ricostruire – racconta Trevisan - ed è ciò che viene fatto quotidianamente dalla nostra società dopo ogni disastro. Più cemento, più strutture di protezione, per difenderci da una natura aggressiva, per dominare l'ambiente, e poi più rifiuti da lasciare ai nostri figli. Non so ancora cosa farò, ma so bene cosa non farò. Non rifarò un rifugio più grande e più forte, con più cemento per ripararlo da una valanga più grande. La natura è maestra e ci sta mandando segnali di allarme. Per trovare una nuova strada ho bisogno dell'aiuto di persone che pensano che si possa cambiare il nostro modo di vivere su questa Terra”.

 

Si cercano dunque vie alternative per ricostruire un rifugio che non rappresenti una sfida contro la natura, ma piuttosto che si integri con essa, senza portarvi ulteriori danni. Tutti gli appassionati di montagna che hanno ricevuto con dispiacere la notizia della distruzione aspetteranno sicuramente con trepidazione il momento di rivedere in piedi l’amato rifugio, completamente rinnovato. Chi volesse aiutare può effettuare una donazione all'IBAN IT64 I058 5635 2200 7757 1457 626, con intestatario GUIDO TREVISAN e con causale RIFUGIO PIAN DEI FIACCONI.

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