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Torna la zanzara tigre: “Basta un tappo per riprodursi, controllo indispensabile anche per impedire la circolazione di malattie infettive”

Avviato il “Piano zanzara tigre 2020”, i trattamenti antilarvali saranno eseguiti da operatori specializzati che si sposteranno in car sharing. Per combattere la zanzara tigre nell’Alto Garda si spenderanno oltre 30mila euro: “Controllo indispensabile anche per impedire la circolazione di malattie infettive”

Pubblicato il - 21 giugno 2020 - 17:08

ALTO GARDA. Già da metà maggio è stato avviato il “Piano zanzara tigre 2020”, che vede impegnate le sette municipalità: Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole, Tenno, Ledro, Dro, Drena, in qualità di autorità preposte alle tematiche di carattere sanitario, la Rete di Riserve Alpi Ledrensi, con il coordinamento e il sostegno della Comunità dell'Alto Garda e Ledro, e attraverso l’incarico alla Fondazione Museo Civico di Rovereto per i monitoraggi e i controlli con larvicida biologico.

 

Anche per il 2020 il progetto si avvale degli importanti contributi del Servizio per l’Occupazione e la Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento (Sova) e dalla Polizia Locale Intercomunale Alto Garda e Ledro. Il problema relativo alla presenza della zanzara tigre in questo territorio assume connotazioni di rilevante interesse e, a partire dal 2014 in modo coordinato, vengono adottate le iniziative possibili ed effettivamente necessarie per evitare una sua maggiore diffusione.

 

Il disagio deriva dalla prevalente attività “ematofaga” nelle ore diurne esponendo in primis le categorie professionali che operano all’aperto come agricoltori, maestranze edili e operatori del turismo, oltre che le persone naturalmente più fragili (bambini e anziani).

Nel periodo estivo questa specie potrebbe infastidire chi pratica attività all’aperto, inoltre, la potenzialità della trasmissione di virus da parte della zanzara tigre la connota quale specie d’interesse sanitario, di conseguenza il controllo delle popolazioni di zanzara tigre è necessario anche per impedire la circolazione delle malattie. Questa specie rappresenta un potenziale vettore di numerosi virus, tra i quali Dengue, Cikungunya, West Nile e Zika.

 

Analogamente a quanto fatto gli anni scorsi, il “Piano zanzara tigre 2020” è ispirato alle indicazione espresse dal “Tavolo di coordinamento zanzara tigre e zanzare invasive” presieduto dalla Fondazione Edmund Mach, al fine di coordinare le migliori strategie di mitigazione e controllo della zanzara tigre e delle altre zanzare invasive su tutto il territorio provinciale, in considerazione delle ricadute sia sotto il profilo sociale, turistico che di tipo sanitario. Il controllo sarà effettuato con larvicida biologico, gli incaricati sono tre operatori Sova che si sposteranno in car sharing.

 

Per quanto riguarda i costi totali, la previsione per il 2020 è di poco superiore a quella del 2019 ed ammonta ad un importo complessivo di 30.015,40 euro, di cui 9.000 a carico della Comunità Alto Garda e Ledro, ed i restanti euro 21.015,40 a carico dei Comuni. Gli esperti ricordano che la zanzara tigre può riprodursi anche in tappo di bottiglia pertanto sarà necessaria anche la collaborazione della cittadinanza che dovrà seguire una serie di accorgimenti per evitare la proliferazione di questi insetti.

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