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Al primo caldo, il territorio trentino torna a "ripopolarsi". Il naturalista Iversen: "I primi animali a sangue freddo si stanno svegliando"

Anfibi e rettili stanno uscendo dalla brumazione invernale, tornando a ripopolare i fondovalle e le montagne trentine. Ai primi caldi, sono diverse le specie che escono dai rifugi e che, viste da appassionati o curiosi, vengono segnalate agli esperti impegnati nella raccolta di dati. L'appassionato naturalista Daniel Iversen: "Tanti bambini ci scrivono. Hanno una curiosità naturalistica innata"

Foto di Chiara Parisi e Giuseppe Gilmozzi (tratte dal gruppo Anfibi e rettili del Trentino Alto Adige)
Di Davide Leveghi - 18 febbraio 2021 - 17:29

TRENTO. Con i giorni che scorrono, il rimanente inverno si assottiglia e la primavera si avvicina. Così il territorio trentino comincia a ripopolarsi anche delle creature a sangue freddo, ritiratesi per i mesi freddi. Rettili e anfibi, in questi giorni, cominciano a uscire dai propri rifugi, alla ricerca dei primi timidi raggi di sole.

 

Alla pagina facebook “Anfibi e rettili del Trentino Alto Adige/Südtirol” cominciano pertanto ad arrivare le prime immagini scattate dai cittadini. Il progetto, “luogo dedicato alla Citizen Science”, contribuirà a stilare il nuovo Atlante erpetologico trentino, ridisegnando la mappa della presenza di questo genere di animali sul territorio provinciale. “E' una pagina creata 6 anni fa, in cui collaboro con Karol Tabarelli de Fatis del Muse – racconta Daniel Iversen, appassionato naturalista e collaboratore della Sezione di zoologia dei vertebrati del Muse – raccogliamo le foto che ci arrivano pubblicamente o privatamente dagli utenti, da cittadini, da frequentatori del territorio, da appassionati o da semplici curiosi”.

 

Ci seguono anche parecchi bambini, che contribuiscono al progetto inoltrandoci le loro osservazioni – continua – da parte nostra noi identifichiamo correttamente gli animali immortalati, chiediamo una geolocalizzazione possibilmente accurata e salviamo il dato per l'Atlante. Durante la pandemia, la Citizen science ha avuto una crescita incredibile, in tutto il mondo. Questo è bellissimo perché in questo modo tutti possono partecipare fornendo dei dati importantissimi. Ad esempio, 3 anni fa un utente ci ha aiutato a riscoprire in Alto Garda, dopo quasi un secolo di assenza, la presenza del Colubro di Riccioli, o Coronella girondica, che è attualmente in rettile più raro del Trentino e del Veneto” (ne avevamo parlato QUI). 

 

Tanti sono i gruppi di “Citizen science” comparsi sul web (tra cui Citizen Science Muse), così come le applicazioni. “E' molto interessante iNaturalist – spiega Iversen – in cui puoi creare dei 'projects'. Io ad esempio ne ho creati due, uno si chiama 'La natura a Riva del Garda' e l'altro 'La natura ad Arco'. Qui ogni osservazione fatta nei confini del rispettivo Comune viene automaticamente salvata”.

 

Le segnalazioni, dunque, non mancano e l'avvicinamento della stagione più mite apre al ritorno in scena degli animali a sangue freddo. “Durante la brumazione, gli animali a sangue freddo escono dai loro rifugi invernali per godersi un bagno di sole". Ogni specie, però, si comporta in maniera differente. “Le lucertole muraiole escono anche a gennaio, se il sole batte e scalda la superficie delle rocce ad almeno 10 gradi centigradi circa. Quando le temperature minime si alzano, e quando iniziano le prime piogge alla fine dell'inverno, escono gli anfibi, come salamandre, tritoni, rospi e rane. Nello specifico in Trentino le prime a uscire sono le salamandre pezzate, i rospi comuni e le rane del gruppo delle rane rosse, quelle montane diffuse dal fondovalle alle vette più alte e quelle agili, diffuse solo nei fondovalle”.

 

Poco dopo escono anche i tritoni – continua – in Trentino il più comune è il tritone alpestre, che vive nei fondovalle e in montagna, il tritone punteggiato e il tritone crestato italiano, questi ultimi molto rari e localizzati solo in 2 o 3 siti della provincia. Questi animali sono davvero particolari, perché quando passano dalla vita terrestre, in genere nei boschi, alla vita acquatica, iniziano a crescere loro le bellissime creste nuziali, le dita palmate e dei bellissimi colori nuziali, soprattutto nei maschi. Sono caratteristiche che servono ad attirare le femmine, che mantengono colori e forme meno appariscenti”.

 

Se i primi a uscire sono gli anfibi, che sfruttano le notti più umide e meno gelate, a seguirli ci sono poi i rettili. “Lucertole, orbettini, gechi e serpenti escono in genere da metà marzo – prosegue Iversen – ovviamente, se i loro rifugi sono nel fondovalle, nelle zone meridionali della regione o magari con esposizione a sud o sud-est, escono prima. I rettili cessano invece l'attività prima degli anfibi, a esclusione delle lucertole muraiole. Attorno alla metà o fine di novembre, in bassa quota e in zone soleggiate, si ritirano nei rifugi. Le salamandre pezzate si possono ancora trovare a dicembre dove non ha ancora gelato”.

 

Incuriositi da ciò che trovano, molte volte per caso, le persone si rivolgono a chi come Iversen può dare loro risposte e può giovarsi delle segnalazioni per la composizione dell'Atlante. Tra questi, molti sono bambini, meravigliati di fronte alla natura. “Sono degli ottimi osservatori – conclude l'appassionato naturalista, impegnato durante l'anno a fare da educatore della 'Scuola nel bosco' a bambini dai 3 ai 6 anni, e d'estate anche a fasce d'età maggiori – curiosi per natura e super attratti dalla natura che sta loro intorno. È importante continuare ad annaffiare quella curiosità, non smorzandola con 'che schifo quella lucertola' oppure 'vieni via da qui che ho paura di quel serpente'. Se si smorza quella loro curiosità naturalistica innata, è persa per sempre”.

 

(Se siete interessati a contribuire ai monitoraggi, potete farlo attraverso questo canale: http://biodoor.muse.it:8080/wordpress/index.php/cosa-facciamo/atlanti/

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