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"Ciao orso", il falso attacco in Val d'Ambiez (IL VIDEO). L'esperto: "Comportamento normale da parte dell'animale, si è sentito minacciato"

L'incontro tra il plantigrado e l'escursionista, documentato da un video pubblicato da quest'ultimo su Facebook, è avvenuto ieri fra i boschi della Val d'Ambiez, sulla strada che porta a località Baesa. Dopo il 'saluto' dell'uomo l'animale si è agitato ed ha reagito con un "falso attacco", una classica strategia adottata dagli orsi per intimorire potenziali minacce 

Di Filippo Schwachtje - 19 aprile 2021 - 18:35

TRENTO. Attimi di tensione ieri per il 'falso attacco' di un orso: si è concluso solo con uno spavento per fortuna l'incontro di un escursionista con un giovane plantigrado nei boschi della Val d'Ambiez. L'uomo, che ha postato su Facebook il video dell'accaduto, stava facendo due passi nella natura insieme alla moglie quando ad un certo punto un orso ha fatto capolino dal ciglio della strada per località Baesa. Fermatosi per filmarlo con il cellulare, l'uomo ha deciso di 'salutare' l'animale ma come si può vedere nel video l'orso ha reagito con uno scatto improvviso e poco dopo il saluto ha finto di attaccare con un movimento minaccioso delle zampe anteriori.

 

 

"E' un comportamento assolutamente normale - spiega l'ex veterinario della Pat (in pensione dallo scorso novembre) Alessandro de Guelmi - si è trattato di un classico caso di 'falso attacco' di un esemplare sub-adulto, che è quindi ancora insicuro non avendo raggiunto la piena maturità ma che vuole allo stesso tempo dimostrare la sua forza. Avendolo chiamato a voce alta, con ogni probabilità l'uomo ha inconsapevolmente scatenato un rush adrenalinico nell'orso che ha quindi reagito".

 

Come sottolinea de Guelmi infatti: "La cosa giusta da fare quando si incontra un orso nella natura è fermarsi e rimanere calmi, far capire con una voce rilassata e tranquilla che non si rappresenta una minaccia e poi iniziare lentamente ad indietreggiare. L'unica cosa che un orso non sopporta è essere colto di sorpresa: in una situazione di emergenza dalla paura si passa con facilità al panico ed è in quel momento che si scatena l'aggressività dell'animale. In questo periodo i plantigradi si sono appena svegliati dal letargo e non hanno fame, cibandosi principalmente di vegetali e carcasse in attesa di velocizzare nuovamente il metabolismo con l'arrivo della bella stagione". 

 

Il problema principale secondo l'ex veterinario della Pat è che in Trentino "non si è provveduto ad informare adeguatamente la popolazione. Gli unici orsi monitorati con radio collare sono quelli problematici e si continua ad investire pochissimo sulla ricerca: non possiamo continuare a perdere l'occasione di approfondire quanto conosciamo sulla popolazione locale".

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