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| 02 giu 2021 | 18:49

Dagli alberi plurisecolari di oltre 50 metri alla limonaia più settentrionale d'Italia: riapre a Villa Lagarina il parco Guerrieri Gonzaga

Nei tre ettari del parco i visitatori potranno trovare alcune chicche, tra cui la limonaia più settentrionale d'Italia e la cappella funebre del fondatore del parco, il barone Sigismondo de Moll

Dagli alberi plurisecolari di oltre 50 metri alla limonaia più settentrionale d'Italia
Foto Matteo Festi
di Redazione

VILLA LAGARINA. Le alte mura che circondano il parco Guerrieri Gonzaga di Villa Lagarina racchiudono un tesoro che presto sarà svelato e reso fruibile grazie al lavoro della famiglia Guerrieri Gonzaga. Alberi maestosi, fiori variopinti e profumati, esempi di arte topiaria che caratterizza il giardino all'italiana e percorsi d'acqua costituiscono "Lo scrigno verde della Vallagarina" che dal 5 giugno verrà aperto al pubblico (da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso alle 17). Un viaggio tra natura, arte e storia negli oltre tre ettari di un parco unico nel Trentino (inserito nella rete dei Grandi Giardini Italiani) nel quale si possono ammirare imponenti esemplari di piante esotiche che si mescolano ad altre autoctone, un parco resistito nel corso dei secoli ed ora rinato a nuova vita grazie alle operazioni di cura e valorizzazione volute dalla nobile casata.

Il parco nell'attuale dimensione risale agli inizi del 1800 (ma testimonianze di un ampio giardino risalgono a due secoli prima) quando il barone Sigismondo de Moll acquistò dalla famiglia dei conti Lodron il palazzo con annesso giardino e limonaia e, da uomo di cultura interessato alla botanica, si era avvalso della collaborazione degli architetti progettisti del parco di Schönbrum di Vienna per infondere una nuova identità a questa oasi di pace, dove era possibile passeggiare coltivando i pensieri e le emozioni dell'animo umano. Da allora di tempo ne è passato parecchio, ma l'idea e lo spirito di fondo sono rimasti gli stessi.

Il Marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga ha ereditato la proprietà dalla zia Beatrice, moglie del barone Leopoldo de Moll e successivamente sono subentrati i figli, che ora hanno voluto l'apertura del parco al pubblico affinché tutti possano godere della sua suggestiva bellezza. Un bosco incantato quello del parco, dove svettano e convivono (alcuni alberi durante la crescita con i loro tronchi si sono "abbracciati" legandosi tra di loro) monumenti vegetali ultracentenari, alcuni dei quali superano anche i 50 metri: dagli imponenti platani alle robuste querce, dal raro noce nero americano agli splendidi ginkgo biloba, dalla sequoia all'abete dell'Himalaya. E ancora: tigli, ippocastani, faggi, conifere e vecchi bossi a portamento arboreo.

 

Il "viaggio" nel parco equivale ad un'esplorazione botanica davvero unica in un continuo alternarsi di ambienti vegetali nei quali gli alberi potranno essere riconosciuti dalle nuove targhette, fedeli riproduzioni di quelle antiche in porcellana "vecchio Vienna". Il percorso di visita lungo i vialetti in ghiaino  porta alla continua scoperta di incantevoli angoli verdi o fioriti, di antiche strutture ed edifici. Si possono  così ammirare la gigantesca limonaia più settentrionale d'Italia, lo chalet austriaco diventato centro visitatori e bookshop, la cappella funebre ove riposa il fondatore del parco barone Sigismondo de Moll e la fagianaia dove venivano allevate le diverse specie di fagiani e di pavoni, il Belvedere con un piano affrescato con soggetti femminili.

La visita al parco diventa un'esperienza sensoriale da vivere in tranquillità nella natura tra acqua, luce, profumi e colori. L'acqua, che sgorga dalla sorgente nella montagna, attraverso una rete di canalette forma suggestive cascate prima di alimentare un laghetto dal quale negli inverni passati veniva prelevato il ghiaccio da riporre nella grotta perfettamente conservata e visitabile; la luce che filtra dalle alte chiome degli alberi in un gioco di emozioni che varia di ora in ora; i profumi e i colori del roseto, delle peonie, dei rododendri e delle altre varietà di fiori.

 

"In effetti è stato svolto un lavoro enorme durato mesi per ridare una nuova vita a questo giardino, ma il risultato ci gratifica moltissimo e spero possa piacere ai visitatori" racconta il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga che in questa nuova "avventura" ha potuto contare sulla grande collaborazione dei figli Violante, Ilaria e Anselmo e di diverse istituzioni come i Giardini di Castel Trauttmansdorff di Merano, il Museo civico di Rovereto, l’Azienda Promozione Turistica di Rovereto e l’amministrazione comunale di Villa Lagarina, un piccolo borgo pieno di tesori storici di cui ne sono esempi la magnifica chiesa barocca ed il restaurato Palazzo Libera. "Abbiamo voluto aprire al pubblico il nostro giardino per mantenere e rinsaldare la tradizione che lega la famiglia al territorio, per contribuire al suo sviluppo turistico e per offrire un'ulteriore occasione per una visita a Villa Lagarina" conclude con orgoglio il marchese Guerrieri Gonzaga.

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