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Dj3 trasferita in Germania? “La Pat fa spazio al Casteller per poter incarcerare altri orsi”, la protesta del Centro Sociale Bruno e dell’Assemblea Antispecista

Gli attivisti di StopCasteller contro la Giunta Fugatti: “Da mesi la Provincia non diffonde immagini e nasconde deliberatamente aggiornamenti sulla situazione degli orsi detenuti. Oggi tenta di nascondere il trasferimento dell’orsa non rilasciando dichiarazioni ufficiali in merito”

Di Tiziano Grottolo - 17 aprile 2021 - 19:34

TRENTO. La notizia del trasferimento dell’orsa DJ3 in Germania, peraltro annunciata da generale dei Carabinieri del Cites Massimiliano Conti, ha già riacceso le polemiche attorno alle gestione trentina dei plantigradi. Particolarmente dura la reazione degli attivisti del Centro Sociale Bruno e dell’Assemblea Antispecista, promotori della campagna per la liberazione degli orsi rinchiusi al Casteller. “Da mesi – dichiarano gli attivisti di StopCasteller – la Provincia di Trento non diffonde immagini e nasconde deliberatamente aggiornamenti sulla situazione degli orsi detenuti. Oggi tenta di nascondere il trasferimento dell’orsa non rilasciando dichiarazioni ufficiali in merito: un atteggiamento che esprime bene un certo modo di fare politica, la ‘politica dei sotterfugi’, che dovrebbe impensierire tutti i cittadini trentini”.

 

Secondo gli attivisti il trasferimento decreta “il fallimento della gestione della giunta Fugatti” e dimostra anche la mancanza di una progettualità incentrata sulla convivenza che al contrario continua ad essere gestita con gli strumenti autoritari della captivazione o, nel peggiore dei casi, dell’abbattimento”. Dubbi anche sulla destinazione tedesca di Dj3 cioè il “Parco alternativo della Foresta Nera per orsi e lupi”, giudicato inadeguato alle esigenze dell’esemplare.

 

“Molti penseranno che ogni sistemazione sia meglio di una gabbia di cemento e acciaio – puntano il dito Centro Sociale Bruno e Assemblea Antispecista – ma la Provincia non si sta adoperando nell’interesse degli animali: sta solo facendo spazio all’interno del Casteller per poter replicare la stessa triste storia di incarcerazione e sofferenza sulla pelle di altri orsi”.

 

Proprio per questo gli attivisti rimangono fermi sulle loro posizioni chiedendo la liberazione incondizionata degli orsi: “Dobbiamo educarci alla convivenza, a un rapporto diverso e più rispettoso degli altri esseri viventi. Questi orsi non sono ‘problematici’, ma insieme ai boschi e ai fiumi che percorrono il territorio trentino sono una ricchezza che dovremmo imparare a riconoscere e rispettare”.

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