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Fra gli apparecchi elettronici spunta un drago d’acqua cinese: “È stato abbandonato al Parco Natura Viva”. Indagano i carabinieri forestali

Il drago d’acqua cinese è stato abbandonato da un visitatore al Parco Natura Viva, fra varani di Komodo e le testuggini delle Seychelles. I carabinieri forestali hanno aperto un’indagine: l’autore del gesto rischia fino a 1 anno di reclusione

Di T.G. - 15 giugno 2021 - 13:04

BUSSOLENGO (VR). È stata una grande sorpresa per i dipendenti del Parco Natura Viva di Bussolengo scoprire che all’interno della Casa dei Giganti, tra i varani di Komodo e le testuggini delle Seychelles, era stato abbandonato un drago d’acqua cinese (Physignathus cocincinus). Si tratta di una lucertola originaria della Cina e del continente sud-est asiatico che, impaurita e schiva, cercava di orientarsi nella stanza delle apparecchiature elettroniche, tra gli impianti tecnici di un reparto di servizio.

 

Il piccolo drago d’acqua cinese (che comunque può crescere fino a un metro di lunghezza) con ogni probabilità è stato abbandonato da uno dei visitatori del Parco. Immediatamente è stata fatta una segnalazione ai carabinieri forestali e alla Asl locale: ora, attraverso le telecamere di sorveglianza del circuito interno si cercherà di individuare l’autore del gesto che rischia fino a 1 anno di reclusione.

 

“Il giovane rettile può avere tra uno e due anni e appartiene a una specie di libera vendita”, spiega Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo. “Era in buone condizioni e si trovava in una zona esattamente al di sotto della passerella dei visitatori, nei pressi della quale crediamo sia stato abbandonato”.

 

 

Con il ritrovamento si è aperto anche un altro problema: “Abbiamo avviato anche la procedura veterinaria – prosegue Sandri – perché che nel caso dell’arrivo di ogni individuo dall’esterno sono previsti isolamento e quarantena. Noi non possiamo sapere in che condizioni igienico-sanitarie sia stato tenuto il drago d’acqua cinese e dobbiamo prevenire il caso che possa diventare veicolo di malattie per i nostri animali”.

 

Non solo, perché l’abbandono di specie alloctone può provocare anche danni all’ambiente “L’abbandono di ‘specie aliene’ in un ambiente naturale – specifica Sandri – rappresenta la prima minaccia alla biodiversità locale. Un fenomeno che ha già mietuto illustri vittime ad esempio tra le testuggini europee assediate da quelle americane, che hanno prolificato perché molto versatili, acquistate e poi abbandonate in stagni e parchi urbani”.

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