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Gelate, la Fem avverte 3.000 agricoltori: “In un anno 500 gli allarmi lanciati per salvare ciliegi e meleti”

Anche quest’anno Fem mette a disposizione i suoi servizi per la campagna informativa contro le gelate primaverili per circa 3.000 agricoltori . Al momento i tecnici sono al lavoro per la valutazione degli eventuali danni per le gelate delle scorse notti

Di T.G. - 19 marzo 2021 - 16:23

TRENTO. Nei giorni scorsi le temperature notturne sono scese di alcuni gradi sotto lo zero e ciò può rappresentare un problema per gli agricoltori, infatti, come ricorda la Fondazione Edmund Mach è tempo di gelate che possono causare danni anche importanti alle produzioni, soprattutto melo e ciliegio.

 

Non a caso, sempre in questi giorni, sono già entrati in funzione gli impianti di irrigazione per cercare di salvare le colture. Al momento i tecnici della Fem sono al lavoro per la valutazione degli eventuali danni per le gelate delle notti scorse: per quanto riguarda il ciliegio sono a rischio gli appezzamenti con le varietà più precoci che in questo momento si trovano nella fase di punte verdi, mentre per il melo, allo stato attuale, non si registrano problemi particolari.

 

Anche quest’anno Fem mette a disposizione i suoi servizi per la campagna informativa contro le gelate primaverili per circa 3.000 agricoltori iscritti ai servizi di consulenza allo scopo di attuare un’efficace e razionale difesa antibrina.

 

 

I servizi prevedono le allerte via sms e web con il bollettino di Meteotrentino di previsione delle gelate, gli sms di allarme e notifica su App inviati direttamente dalle stazioni meteo Fem al superamento della soglia di temperatura critica. Per il monitoraggio della temperatura l’agricoltore può accedere al sito web o più comodamente tramite l’App per smartphone per controllare in tempo reale l'evoluzione della temperatura e del vento durante le nottate pericolose. Solo lo scorso anno Fem ha inviato agli utenti circa 500 allarmi per un totale di 60.000 sms.

 

 

In relazione ai sistemi di difesa, qualora non sia possibile effettuare l’irrigazione antibrina sovrachioma, metodo che prevede di distribuire una certa quantità di acqua affinché si trasformi in ghiaccio (è infatti il calore che si libera dal congelamento che protegge il fiore e non la copertura di ghiaccio che lo isola), un altro metodo di difesa attiva usato sempre più frequentemente per il ciliegio è rappresentato dall’impiego di candele di paraffina o stufette a pellet. Questi sistemi permettono di innalzare di qualche grado la temperatura nel frutteto nel corso della gelata. Tutti i servizi partono dalle informazioni che arrivano dalle oltre 40 stazioni meteo della Fem dislocate sul territorio provinciale.

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