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Grandi carnivori, Dallapiccola: “Raddoppiare gli investimenti nei sistemi di protezione. I ripari in quota? Meglio quelli fissi, più sicuri e in armonia con il paesaggio”

Con una mozione il Patt chiede alla Giunta leghista di aumentare gli investimenti per proteggere gli allevamenti, soprattutto quelli in quota, dai grandi carnivori: “Basta un impegno modesto, e comunque inferiore a tutto quello che si è speso fino ad oggi per drogare e tenere in gabbia due orsi al Casteller”

Di Tiziano Grottolo - 16 luglio 2021 - 18:21

TRENTO. Nei giorni scorsi la Provincia di Trento ha posizionato proprio di fronte alla Marmolada, a circa 2.300 metri di quota, un modulo abitativo per pastori. Di che si tratta? In sostanza si parla di un box in poliuretano espanso, di tre metri per due e mezzo, con tutto il necessario per offrire un adeguato riparo in alta montagna.

 

L’utilità di questi ricoveri invece la spiega meglio di mille trattati, il pastore Paolo Roca: “Il box serve tantissimo per il lupo, fino adesso non ho subito nessuna predazione al mio gregge, ci sono stati degli attacchi ma sono riuscito a difendere le pecore. Dormire vicino alle pecore permette di esserci e di poter uscire con la torcia e farsi sentire nel caso il lupo si avvicini, sono convinto che tutti questi strumenti permettano di proteggere meglio gli animali”.

 

Bene, di questi box, concessi dalla Provincia in comodato gratuito, ce ne sono una quindicina e ogni anno vengono trasportati in quota, in genere con l’elicottero. “L’obiettivo nel medio-lungo termine – spiegava la Provincia – è la loro progressiva sostituzione con piccoli ripari fissi in legno, ancora più confortevoli e funzionali oltre che meglio inseriti nel paesaggio alpino”. Peraltro la stessa indicazione è stata inserita nelle nuove linee guida per la gestione degli orsi e prima ancora era stata caldamente suggerita dal consigliere provinciale (nonché ex assessore competente in materia) Michele Dallapiccola.

 

“Con il legname del post-Vaia – afferma il consigliere del Patt – i ricoveri temporanei per pastori sarebbero potuti essere trasformati in postazioni fisse e lo si sarebbe potuto fare valorizzando il legname recuperato dopo la tempesta”. I box attuali infatti presentano dei problemi, sia di compatibilità con l’ambiente circostante che tecniche: “Si tratta di una soluzione estemporanea, in primo luogo sono molto brutti da vedere e per nulla in armonia con l’ambiente circostante, dopodiché quando c’è forte vento tendono a sollevarsi e devono essere ancorati al terreno”.

 

Anche la Giunta precedente si era posta il problema tant’è vero che si era già pensato di sostituire i ricoveri temporanei con strutture stabili. Secondo Dallapiccola se i box in poliuretano espanso “che sono davvero orribili” fossero trasformati in bivacchi potrebbero anche funzionare come prodotto turistico. In tal senso l’ex assessore, assieme alla collega Paolo Demagri, ha depositato una mozione per impegnare la Giunta ad agire.

 

In primis si chiede di raddoppiare gli investimenti nei sistemi di protezione, “con un impegno modesto, e comunque nettamente inferiore a tutto quello che si è speso fino ad oggi per drogare e tenere in gabbia due Orsi al Casteller”. Inoltre si chiede di progettare e realizzare recinti fissi contro i grandi carnivori per proteggere gli allevamenti. “Andrebbero protetti tutti i campigli dove il lupo è consolidato, anche cercando di rispettare il criterio estetico paesaggistico”. Infine il Patt chiede di aumentare il numero dei ripari fissi per i pastori posizionati in quota.

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