Il cane abbaia e sveglia i proprietari, nel giardino c’è l’orso che distrugge il pollaio: “In una notte è andato tutto in fumo”
A lanciare l’allarme è stato il cane Remì che per primo si è accorto della presenza dell’orso. Quando i proprietari sono usciti di casa il plantigrado era già scappato ma aveva comunque fatto in tempo a uccidere molte galline: “Più che per il danno economico è che ci sentiamo mortificati per tutti gli sforzi che avevamo fatto per allevare i nostri animali”

MALÈ. Sono le 1 di mattina (del 26 maggio) quando il cane Remì inizia ad abbaiare all’impazzata. Silvia e Mouad, i titolari dell’azienda agricola Anselmi, si svegliano e capiscono che c’è qualcosa che non va. “Il nostro cane non abbia mai di notte”, spiega Mouad in un lungo post su Facebook. “Dalla finestra abbiamo visto il pollaio mobile scuotersi – aggiunge Silvia – abbiamo capito che a smuoverlo era un orso”.
Il pollaio si trova a una ventina di metri dall’abitazione, sopra Malè proprio vicino al bosco, e quando Mouad è uscito a controllare cosa stava succedendo l’orso era già battuto in ritirata. Purtroppo però il plantigrado era comunque riuscito a uccidere diverse galline distruggendo sia parte del pollaio che diversi nidi con le uova.
“Facendo rumore e controllando con la luce attorno a me – riprende Mouad – ho deciso di tornare in casa e chiamare il 112 che mi ha passato la forestale. Dopo aver raccontato cosa ho visto ho fatto presente che oltre alle galline abbiamo delle vitelle al pascolo e che ero preoccupato per loro, in tutta risposta sono stato bombardato di domande, alcune inutili, e ho iniziato a innervosirmi. A quel punto ho chiesto se fosse possibile far venire qualcuno, ma mi è stato detto che al momento una squadra era già fuori per un intervento”.
“Dopo circa un’ora siamo stati finalmente raggiunti da un operatore della forestale – ricorda Silvia – che però non ha potuto fare altro che constatare i danni e suggerirci, qualora l’orso dovesse tornare (cosa che peraltro è probabile) di spaventarlo facendo rumore”. Alla fine solo metà delle galline sono sopravvissute all’attacco dell’orso, alcune sono morte in seguito alle ferite, nel frattempo la coppia è costretta a rimanere vigile.
“Cerchiamo di conviverci ma non è bello – conclude Silvia – più che per il danno economico è che ci sentiamo mortificati per tutti gli sforzi che avevamo fatto per allevare i nostri animali al cui benessere teniamo davvero molto. Anche per questo vogliamo che i nostri animali possano vivere all’aperto e quindi un pollaio di cemento non può essere una soluzione. Siamo demoralizzati perché ci sentiamo un po’ abbandonati come è già successo ad altri agricoltori e allevatori”. Alle parole della donna fanno eco quelle del compagno: “Il pollaio mobile lo abbiamo costruito in pieno lockdown mettendoci tanto, tempo, materiale ma soprattutto la voglia di costruire qualcosa insieme e in una notte tutto è andato in fumo”.












