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Incidenti stradali con gli ungulati, solo nel Bellunese in un anno oltre 350 scontri e la Provincia pensa agli attraversamenti faunistici

La Provincia di Belluno e Veneto strade stanno discutendo un piano per la costruzione di nuovi attraversamenti faunistici in tutto il territorio. Ogni anno, infatti, sulla strade provinciali avvengono dai 340 ai 380 sinistri che coinvolgono cervi, caprioli e altri animali

Di Davide Leveghi - 27 febbraio 2021 - 16:56

BELLUNO. Evitare gli incidenti con gli ungulati per la sicurezza degli utenti della strada e per la salvaguardia della fauna. È questo l'argomento dei lavori che Provincia di Belluno e Veneto strade stanno discutendo. Negli ultimi 20 anni infatti sono aumentati in maniera consistente gli investimenti di ungulati, soprattutto di cervi, caprioli e cinghiali, sulle strade bellunesi.

 

Secondo gli ultimi dati a disposizione, ogni anno avvengono dai 340 ai 380 sinistri stradali che coinvolgono cervi, caprioli e altri animali selvatici, localizzati in alcuni punti specifici della rete stradale bellunese. Tra questi, si segnalano in particolare Candaten, Anzù, Busche, Acquabona. Il problema, d'altronde, non interessa solo questa zona e nel vicino Trentino si è data vita a un'esperienza – poi non proseguita – di utilizzo della sensoristica.

 

Tra le possibili altre soluzioni, quella sul tavolo nel Bellunese riguarda invece i cosiddetti attraversamenti faunistici. Si tratta di cavalcavia o sottopassaggi che esistono già in molte zone d'Europa e che Veneto Strade ha sperimentato in maniera positiva lungo la Strada provinciale 1 della Sinistra Piave, in zona Case Fagherazzi, alle porte di Levego. Questa località, nondimeno, era stata interessata per anni dal problema degli incidenti d'auto con ungulati.

 

“Proprio per questo abbiamo avuto una riunione, venerdì mattina, con Veneto strade, per affrontare la problematica degli incidenti stradali con fauna selvatica – spiega il consigliere provinciale delegato alla gestione faunistica, Franco De Bon - la Provincia non pensa solo alla gestione della viabilità, ma ha interesse che questa sia green e soprattutto sicura. Per gli automobilisti che si trovano a percorrerla, ma anche per gli animali. Non dimentichiamo che i sinistri sono in aumento e che di recente c'è stato anche un incidente mortale sulla 203 Agordina, proprio a causa degli attraversamenti degli ungulati”.

 

L'incontro tra Provincia e Veneto strade ha dunque fissato una linea comune, consistente nell'inserimento nel piano di manutenzione della rete stradale di progetti puntuali per la realizzazione di attraversamenti faunistici, secondo le modalità di volta in volta più funzionali. “All'interno dei lavori di manutenzione della viabilità, è doveroso trovare spazio anche per gli attraversamenti – continua De Bon – Veneto strade è molto sensibile al tema e ha già dimostrato grande collaborazione, anche annunciando un prossimo intervento a difesa degli anfibi, rane e rospi, che soprattutto in primavera attraversano le strade per raggiungere gli specchi d'acqua”.

 

In quali punti intervenire sarà però materia da discutere nei prossimi mesi. Un attraversamento è intanto previsto dalla progettazione provinciale all'altezza di Marziai, lungo la strada provinciale 1 bis Madonna del Piave. “Si tratta di un intervento per cui abbiamo già individuato il finanziamento – sottolinea il consigliere provinciale delegato alle infrastrutture Fabio Luchetta – parallelamente stiamo cercando di lavorare anche al taglio della vegetazione, in modo da aumentare la visibilità lungo le strade, nella consapevolezza che le fasce di rispetto oggi previste sono insufficienti a garantire condizioni di sicurezza, non solo per quanto riguarda la fauna selvatica, ma anche per la caduta piante”.

 

“È per questo che stiamo cercando di sensibilizzare i privati che hanno proprietà a ridosso delle strade, perché provvedano anche a non lasciare fieno di sfalcio, che rischia di far avvicinare alla carreggiata gli animali – conclude – nel frattempo anche Anas sta lavorando sui corridoi faunistici. Il nostro territorio ha bisogno di queste attenzioni, per garantire sicurezza e vivibilità”.

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