Contenuto sponsorizzato
| 12 ago 2021 | 17:33

La Siberia brucia, Greenpeace Russia: “Potrebbe diventare il più grande incendio di sempre. Almeno 1,5 milioni di ettari di foresta in fumo”

La regione più fredda della Russia è devastata da enormi incendi per il terzo anno di fila: esperti di Greenpeace hanno dichiarato al Moscow Times che il rogo attivo in questo momento in Jacuzia potrebbe diventare il più grande mai registrato

Foto Pierre Markuse Twitter

TRENTO. Mentre gli incendi continuano in buona parte dell'area del Mediterraneo, il fuoco non risparmia nemmeno una delle regioni più fredde del mondo: la Siberia sta bruciando e in particolare i roghi che si sono sviluppati nella regione della Jacuzia hanno raggiunto un'estensione superiore a quella di tutti gli altri incendi del pianeta messi insieme. Secondo quanto dichiarato da alcuni esperti di Greenpeace Russia al Moscow Times, quello attuale potrebbe diventare il più grande incendio mai registrato.

 

In Jacuzia, la regione nel nord est della Russia (la più grande e più fredda del Paese) gli incendi sono in questo momento fuori controllo. Il governo russo infatti, vista l'enorme estensione della Siberia e la bassa probabilità che le fiamme possano danneggiare centri abitati o importanti infrastrutture, non starebbe combattendo attivamente gli incendi, dice il Washington Post.

 

Secondo quanto dichiarato da Greenpeace Russia l'unico fattore che potrebbe in questo momento limitare le fiamme sarebbe la pioggia, ma le precipitazioni attuali sono “troppo deboli” per ottenere dei risultati. Il più grande degli incendi in Jacuzia avrebbe superato l'incredibile estensione di 1,5 milioni di ettari. In poche parole, i roghi in Siberia hanno un'estensione maggiore di quelli osservati in Italia, Grecia, Turchia, Stati Uniti e Canada messi insieme e la coltre di fumo che hanno generato è arrivata negli scorsi giorni ad oltrepassare addirittura il Polo Nord per la prima volta. 

 

La regione interessata dagli incendi, scrive il Moscow Times “ha superato le normali medie annuali di 3 gradi centigradi dall'inizio del 20esimo secolo” situazione che, unita ad una siccità straordinaria ed ai forti venti ha trasformato la taiga “in una polveriera”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 28 maggio | 20:40
Dopo 26 anni alla direzione della società impianti, Umberto Capitani ha compito un passo indietro: "Mi dedico al residence a Bormio al nuovo [...]
Ambiente
| 28 maggio | 20:21
Giulio Ballardini, 24enne di Arco, da tempo condivide sui social le sue avventure. L’ultima? È partito con lo [...]
Cronaca
| 28 maggio | 18:20
Si chiama Camilla De Biasio e a settembre aprirà il suo laboratorio di pasticceria (ma anche prodotti salati) gluten-free a Belluno. Lo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato