“La Val di Ledro? Un territorio vittima del profitto e degli appetiti economici”, il Coordinamento ambientalista contro le nuove costruzioni
Il Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro denuncia l’eccessiva cementificazione della Val di Ledro: “Un luogo sul quale si esercitano gli appetiti degli operatori economici, siamo indotti a pensare che il territorio sia diventato merce di scambio”
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LEDRO. “Negli ultimi anni stiamo assistendo al trionfo di una delle 3E, purtroppo non l’Ecologia, non l’Equità ma l’Economia”, è questo l’allarme lanciato dal Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro sulla Val di Ledro da tempo vittima della cementificazione. “Il territorio – spiegano dal Coordinamento ambientalista – è diventato sempre di più l’oggetto del profitto, il luogo sul quale esercitare gli appetiti di espansione di operatori economici”.
Fra le criticità segnalate, la costruzione di nuovi parcheggi, il consumo del suolo finalizzato alla costruzione di nuovi edifici, la distruzione di sentieri di montagna, lo stravolgimento di intere aree a ridosso del lago con l’obiettivo di potenziare l’accoglienza turistica. Fra gli esempi citati anche l’intervento in località Molina che riguarda un edificio di diversi piani.
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Le associazioni che hanno dato vita al Coordinamento, Ledro Inselberg, Italia Nostra, Wwf, Riccardo Pinter, Rotte Inverse e i comitati Salvaguardia Olivaia, salvaguardia Area Lago, Sviluppo Sostenibile, fanno notare come, al contrario, sul fronte di ecologia ed equità non si siano fatti passi in avanti. “Eppure queste furono le parole scelte dall’allora assessore provinciale Mauro Gilmozzi per lanciare la candidatura della Val di Ledro a Riserva della Biosfera, sito Unesco. Abbiamo la percezione – proseguono gli ambientalisti – che si sia messa in atto una politica le cui parole chiave sono ‘qui comandiamo noi, la Valle è nostra e la gestiamo come vogliamo’. Anzi siamo indotti a pensare che il territorio sia diventato merce di scambio”.
Dal Coordinamento fanno inoltre sapere di voler interessare l’Unesco per verificare se esistano ancora i requisiti per il mantenimento del titolo di Riserva della Biosfera . “L’Unesco – concludono – riconoscere alla Natura gli stessi diritti giuridici degli esseri umani, per questa ragione tutela luoghi, ecosistemi e specie. Come possiamo ritenere etico che chi amministra i territori in modo così distante da tali principi possa avvalersi di una così significativa attribuzione?”.














