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Un “bosco” di container, rottami di ferro e scarti di lavorazione: “Opere non compatibili con quanto autorizzato”

Dopo l’interrogazione del consigliere di Onda Civica i forestali hanno effettuato un sopralluogo scoprendo che sull’area sono state realizzate opere non compatibili con le autorizzazioni concesse. Degasperi: “La verità è che senza interrogazione in Provincia nessuno si sarebbe accorto di nulla”

Di Tiziano Grottolo - 03 giugno 2021 - 12:12

TRENTO. Vecchi macchinari arrugginiti, container, moduli prefabbricati, rottami di ferro, scarti di lavorazione e persino una ruspa, è questo lo scenario che si presenta in località Bortolai, alla confluenza fra il rio Casare e il rio Brusago, parte del comune di Sover.

 

A sollevare la questione tramite un’interrogazione era stato in consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi che nel documento spiegava: “Sembra che l’area si sia trasformata in una sorta di deposito o meglio discarica, per attrezzature e macchinari in disuso, presumibilmente provenienti dalle cave di porfido. Tra i tanti rifiuti, è presente pure un’auto demolita”. Lo stesso Degasperi si domandava quali verifiche fossero state effettuate sull’area in questione. 

 

I dubbi sollevati dall’interrogazione sono stati, almeno in parte, confermati dall’assessore all’ambiente Mario Tonina che, nella sua risposta, ha messo nero su bianco come il personale forestale abbia “accertato la presenza di opere non compatibili con quanto autorizzato. Pertanto il proprietario è stato invitato a sopralluogo congiunto per procedere al completamento degli accertamenti e delle eventuali contestazioni”. 

 

Fatto curioso è che il sopralluogo in questione è avvenuto lo scorso 18 aprile, poco meno di tre settimane dopo la presentazione dell’interrogazione che evidentemente ha colto nel segno. Sempre grazie alla risposta di Tonina si apprende che l’area in questione è oggetto di una trasformazione di coltura per scopo agrario, autorizzata dal Comitato tecnico forestale, con la previsione di procedere al taglio delle piante, l’asportazione delle ceppaie e lieve livellazione del terreno con riprofilature di altezza in scavo e riporto inferiori al metro. Inoltre, i lavori di trasformazione dovranno essere completati entro il 16 maggio 2022, poi lo stesso proprietario ha versato 5.000 euro a garanzia delle perfetta osservanza delle prescrizioni. 

 

Alla precisa domanda se l’attuale utilizzo a discarica fosse compatibile con la normativa Tonina replica che “non risulta che l’area in questione sia usata come discarica – perché – essa è urbanisticamente classificata come bosco”. Lo stesso assessore ricorda che “la realizzazione di una discarica è possibile esclusivamente in aree a ciò destinate e autorizzate”. 

 

“Apprezzo che siano andati a controllare – afferma Degasperi – ma spiace che ci si muova solo dopo un’interrogazione, il territorio andrebbe presidiato meglio. La verità è che senza interrogazione in Provincia nessuno si sarebbe accorto di nulla. Ad ogni modo, per quanto evasive, le risposte dell’assessore danno merito all’interrogazione che evidentemente era fondata, ma non permettono ai cittadini di conoscere la reale entità delle opere non compatibili”.

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