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Uno “scudo” in larice e metallo per proteggere i bidoni dagli orsi, il prototipo dell’operaio Mattia Piva per allontanare i plantigradi dai rifiuti

I primi due prototipi, frutto di una rielaborazione del modello sloveno, sono stati posizionati in località Bonetei, nel comune di Dimaro Folgarida. La Pat: “Contribuiranno a tenere gli orsi fuori dai centri abitati”

Di T.G. - 09 luglio 2021 - 17:59

TRENTO. Nelle scorse settimane, dopo le richieste arrivate da associazioni ambientaliste, sindaci e opposizioni, la Provincia ha deciso di aumentare il numero di bidoni anti-orso in alcuni comuni del Trentino, per evitare che i plantigradi si abituino a questa possibile fonte di alimentazione. Ora però, ai bidoni dell’umido dotati di apertura rinforzata, si aggiungono dei veri e propri “scudi” in larice e metallo all’interno dei quali vengono posizionati i cassonetti. Dopo circa due anni e mezzo di amministrazione, questa rappresenta la prima vera novità introdotta su iniziativa della Giunta leghista

 

I primi due prototipi, frutto di una rielaborazione del modello sloveno, sono stati posizionati in località Bonetei, nel comune di Dimaro Folgarida. L’insegna gialla apposta sui contenitori è sintetica ed esplicativa: “Contribuisci a tenere gli orsi fuori dai centri abitati”. Un’iniziativa realizzata in collaborazione con la Comunità della Valle di Sole.


Da diversi anni i bidoni anti-orso sono stati dislocati in particolare sull’altopiano della Paganella e in Valle dei Laghi. Come già anticipato nelle scorse settimane, la presenza di esemplari problematici che si avvicinano ai paesi in cerca di cibo aveva spinto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti a firmare un’ordinanza per la collocazione urgente di campane metalliche anti-orso, ancorate nel terreno nei comuni di Cavedago, Fai della Paganella, Andalo e Molveno. L’Azienda speciale per l’igiene ambientale (Asia), in collaborazione con le Amministrazioni comunali interessate e il servizio faunistico, ha già avviato la sostituzione di tutti i cassonetti per l’organico da 120 litri con le grandi campane metalliche da oltre 3.000 litri di capienza, risultanti molto più efficienti in funzione di incursioni anti-orso.

 

Intanto, prosegue il lavoro per rendere i contenitori dei rifiuti organici inaccessibili ai plantigradi. Si guarda a tutte le zone del Trentino occidentale che sono interessate dalla presenza di questo animale ed in particolare agli abitati che nel periodo estivo vanno incontro a una massiccia presenza turistica. Si tratta dunque di contesti in cui esistono difficoltà oggettive nel mantenere i rifiuti fuori dalla portata degli orsi. “A questo fine – spiega il responsabile del settore grandi carnivori del Servizio faunistico, Claudio Groff – sono stati messi a punto dei nuovi sistemi di schermatura e chiusura dei cassonetti esistenti”. I primi prototipi sono stati progettati dall’operaio coordinatore Mattia Piva dell’Ufficio amministrazione e lavori forestali del servizio foreste. Per il conferimento basta tirare un pomello per l’apertura della struttura in legno e metallo, che si chiude automaticamente rendendo impossibile l’accesso all’orso.

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