Autunno o primavera? Rose in fiore e melanzane negli orti in Trentino (FOTO), l'esperta: “Con il clima cambiano anche le specie. Così favorite palme e bambù”
Sono moltissime le segnalazioni arrivate negli scorsi giorni: orti e giardini sono (di nuovo) in attività in Trentino, quando ormai manca poco alla fine di ottobre. Una situazione assolutamente anomala e causata, spiega a il Dolomiti la botanica della Fondazione Museo Civico di Rovereto Giulia Tomasi: “Dalle altissime temperature di questo periodo”. In questo condizioni il territorio andrà incontro ad un processo di laurofilizzazione: ecco di cosa si tratta

ROVERETO. Rose e ortensie in fiore, mentre negli orti si raccolgono ancora pomodori e melanzane: l'autunno quest'anno in Trentino sembra quasi una nuova primavera. Sono moltissime infatti le segnalazioni arrivate negli scorsi giorni, mentre un ottobre caldissimo (il più caldo, forse, mai registrato in Trentino) si avvia verso la sua conclusione, di fioriture fuori stagione sul nostro territorio, dalla Bassa Vallagarina fino a Trento. “E' tutto legato alle temperature – dice a il Dolomiti Giulia Tomasi, botanica della Fondazione Museo Civico di Rovereto – per le piante infatti non si tratta di per sé di un fenomeno straordinario: è il contesto climatico attuale ad essere anomalo. A lungo termine queste condizioni favoriranno, anche in Trentino, la diffusione sempre più massiccia di specie esotiche, come palme e bambù, ed in generale di sempreverdi”. In termini tecnici, dice l'esperta, anche il nostro territorio andrà quindi incontro ad un processo di laurofilizzazione.

Come già riportato, in questi giorni una nuova ottobrata è in arrivo anche in Trentino, con temperature che arriveranno a superare di parecchi gradi centigradi le medie stagionali. “In queste condizioni – continua Tomasi – le specie che hanno una fioritura scalare, che si prolunga quindi nel corso della stagione, stanno rifiorendo. Ad essere interessate sono sia le specie di fiori da giardino, come per esempio le rose, sia le piante presenti negli orti, come pomodori e melanzane”. La stessa Fondazione Museo Civico sta raccogliendo decine di segnalazione negli ultimi giorni da parte di cittadini che chiedono se sia normale vedere ortensie in fiore e orti ancora in piena attività e proprio nella giornata di ieri (25 ottobre), dalle Sorne di Brentonico sono arrivati a Tomasi una serie di scatti da un cittadino del posto, Angelo Zeni, che ha fatto il pieno di melanzane a fine ottobre.

Rimanendo in Vallagarina, a Chizzola di Ala sono molte per esempio le ortensie in fiore ma il fenomeno, come detto, si sta verificando un po' in tutto il territorio. “Da Marco Merli, un collaboratore volontario della Fondazione e grande appassionato di botanica, mi sono arrivate foto di Rose da giardino in fiore – continua Tomasi – di Cineraria maritima, che di solito fiorisce tra maggio e agosto, di Tagetes patulata, di Impatiens (o fior di vetro). Tutte specie che, normalmente, in questa stagione si stanno preparando alla fase di riposo”. La causa , come detto, è la temperatura: “Per avere delle melanzane già a settembre – precisa la botanica – normalmente è necessaria una serra, le ortensie normalmente fioriscono in tarda primavera, ora vediamo nuovi fiori a fine ottobre”.

Nel breve periodo comunque, rassicura Tomasi, non ci saranno probabilmente conseguenze sulle piante che si trovano a rifiorire in pieno autunno: “Con l'arrivo dell'inverno – spiega – le specie si 'resettano', quando il caldo si interromperà la pianta che ha visto una rifioritura non dovrebbe subire danni particolari. Diverso è invece il discorso nel medio e lungo termine: se situazioni come quella che stiamo vivendo quest'anno dovessero ripresentarsi sempre più frequentemente anche sul nostro territorio, come detto, andremo incontro ad un processo di laurofilizzazione, nel quale le specie sempreverdi aumenteranno sempre di più rispetto a quelle caducifoglie”. Il prolungamento della stagione calda infatti favorirebbe la diffusione di specie esotiche, come le palme ed il bambù, e di sempreverdi come l'alloro ed il lauroceraso, proprio perché si tratta di specie che naturalmente si sono adattate e si trovano quindi a loro agio proprio in presenza di periodi di caldo prolungato.

“Le caducifoglie – spiega infatti Tomasi – sono abituate a vivere in climi temperati, nell'autunno come sappiamo perdono le foglie per prepararsi all'inverno. Le sempreverdi invece 'lavorano' costantemente. In questo contesto anche le specie esotiche in particolare sono avvantaggiate rispetto alle autoctone per fioriture più tardive”. Nell'ecosistema poi, dice l'esperta, flora e fauna hanno sempre un effetto reciproco l'una sull'altra e non è quindi un caso che, come già riportato negli scorsi giorni da il Dolomiti (Qui Articolo), in queste settimane si stia registrando un boom della presenza di zanzare, più che triplicate sul territorio rispetto alla fine di ottobre dello scorso anno secondo, ancora una volta, gli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

“Sulla laurofilizzazione – conclude Tomasi – esiste un'ampia letteratura scientifica: in base ai cambiamenti climatici infatti cambiano ovviamente anche le specie presenti in un determinato territorio. Si tratta di un processo legato al riscaldamento globale e, al momento, esistono già diversi studi a livello italiano (nella zona di Varese per esempio) ed europeo (in Svizzera) sulla questione".

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