Caldo e siccità, l'estate mette in ginocchio i raccolti: "Patate? diminuite del 30%". Per il Consorzio ortofrutticolo della val di Gresta ''un'annata da dimenticare"
Le colture della val di Gresta sono state segnate quest'anno da siccità ed elevate temperature. A aggiungersi a una preoccupante situazione, anche esorbitanti rincari, che hanno costretto il Consorzio a aumentare, seppur lievemente, i prezzi di vendita degli ortaggi

RONZO-CHIENIS. "Un'annata da dimenticare". Così, senza mezzi termini, Matteo Calliari, direttore commerciale del Consorzio ortofrutticolo della val di Gresta, descrive la raccolta di patate e verdura a foglia di quest'anno: "Le aziende stanno perdendo la grinta per andare avanti, ma come biasimarle. Dopo lunghi mesi caratterizzati da elevate temperature, assenza di precipitazioni e esorbitanti rincari è giunta l'ora di tirare le somme e i bilanci non sono purtroppo positivi".
La "difficile situazione" raccontata a Il Dolomiti da Calliari non è altro che "quella di tutte le aziende", precisa fin da subito: "Certo, io parlo per noi, ma se guardiamo all'Italia in generale la storia non cambia". La storia, per l'appunto, è quella di colture che hanno trascorso una lunga estate in sofferenza "a causa della siccità, che ha comportato inevitabili ordinanze da parte del Comune per quanto riguardava l'irrigazione dei campi".
Irrigazione che, per un importante periodo di tempo, è avvenuta attraverso i trattori “i quali si rifornivano dell’acqua contenuta nei caricabotte, irrigando con un metodo a irraggiamento che per le piante non è di certo l'ideale - commenta - poiché in questo modo molta acqua si va a disperdere".
Un problema che ha caratterizzato in particolare i campi "della parte bassa della val di Gresta: quelli in quota, fortunatamente, ne hanno risentito di meno". Una “buona notizia”, quest’ultima che non è tuttavia bastata per poter arrivare a stilare bilanci positivi: "Ad oggi possiamo dire che la produzione, soprattutto per quanto riguarda le patate, è scesa circa del 30% rispetto all'anno scorso - ammette Calliari - il resoconto vero e proprio arriverà a breve e sarà lì che potremo avere una visione più chiara".
A aggiungersi a un raccolto di patate non soddisfacente (non soltanto a livello di quantità ma anche di qualità) anche quello di "prodotti a foglia come radicchi, catalogne, cicorie o cavoli cappucci, prodotti in quantità che potremmo definire irrisorie non soltanto in val di Gresta ma in tutta Italia, tanto che la richiesta al momento (per i cappucci in particolare) è molto elevata".
Degli appezzamenti di terreno, quelli che circondano il Comune di Ronzo-Chienis, "in campo aperto e quindi perennemente in balìa degli agenti atmosferici - spiega il direttore commerciale - il caldo importante e la siccità hanno reso tanti dei nostri prodotti non idonei alla vendita, conducendo a un’importante perdita del raccolto". Accanto alla perdita "di ortaggi, anche quella di prezioso tempo e denaro, investito per pagare il sempre più oneroso gasolio, utilizzato per trasportare (con i trattori) l'acqua per irrigare in tempi di secca".
Per incoraggiare le aziende, a chi per disperazione lo ha richiesto, “abbiamo anticipato il 'saldo campagna' – aggiunge poi Calliari - aiutandoli a fare fronte a costi insostenibili, tra cui quelli delle utenze che, nel caso del Consorzio, sono più che triplicati, insieme a quelli degli imballi fra plastica, cassette di legno, etichette e capsule di vetro, i cui prezzi sono aumentati di un 25 o 30% - dichiara - siamo tutti disperati".
Un sentimento che unisce le oltre 50 aziende del Consorzio "alcune delle quali temiamo possano chiudere i battenti, viste le innumerevoli difficoltà. Per ora abbiamo aumentato i prezzi della verdura il minimo indispensabile, di un 5 o 10%, in alcuni casi anche meno - A aver subito il rincaro più importante invece il cavolo cappuccio (+20-25%), per via della scarsa produzione che ha interessato tutta Italia, comportando ora un'importante domanda per questo tipo di prodotto".













