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Cantine Ferrari, al via la vendemmia anticipata e "veloce". Lunelli: "Piogge di inizio agosto? Prospettive buone dal punto di vista della qualità"

La raccolta delle uve nei vigneti di Ferrari Trento inizierà dal 10 agosto, 16 giorni prima rispetto al 2021, vista l'estate particolarmente calda. Si comincerà dai vigneti posizionati più in basso per poi salire di quota. Lunelli: "Vendemmia 2022? Ricordando un po' quella del 2003 si profila nella norma anche dal punto di vista della quantità"

Di F.C. - 09 agosto 2022 - 11:24

TRENTO. Si parte con un anticipo di ben 16 giorni rispetto allo scorso anno per la raccolta delle uve nei vigneti di Ferrari Trento, dove la vendemmia inizierà dal 10 agosto vista l'estate particolarmente calda.

 

"Ricordando un po' quella del 2003 - commenta Marcello Lunelli, enologo e vicepresidente di Ferrari Trento - la vendemmia 2022 si profila nella norma dal punto di vista della quantità e, nonostante l’andamento stagionale, con prospettive buone dal punto di vista qualitativo, grazie alle piogge di inizio agosto, ma soprattutto ai particolari accorgimenti messi in pratica nei vigneti di Chardonnay e Pinot Nero di Ferrari Trento".

 

Si inizierà dai vigneti posizionati più in bassa quota, dove sarà necessaria una vendemmia non solo anticipata, ma anche molto veloce. Si salirà poi di quota, dove i grappoli hanno una maturazione più graduale, dettata dalle variazioni termiche più sensibili tra giorno e notte, fondamentale caratteristica dei vigneti di montagna che assicura, anche in annate così calde, una buona acidità delle uve, elemento fondamentale per la produzione di bollicine eccellenti.

 

In questo senso si rivelano fondamentali le buone pratiche in vigna che gli agronomi Ferrari affinano ogni vendemmia, che viene praticata esclusivamente a mano per una ulteriore selezione delle uve, passaggio finale dell’importante lavoro svolto nel corso di tutta la stagione con grande meticolosità.

 

Tra le pratiche fondamentali per una gestione ottimale delle risorse idriche sono da citare la pratica dei sovesci con sostanze organiche che trattengono l’acqua, il lavoro per ottenere una sempre maggior porosità dei terreni, la lavorazione dei vigneti secondo una logica di massimo equilibrio vegetativo e sostenibilità e, non ultima, la scelta di fare ricerca su nuovi portainnesti, come il tipo M, cioè gli apparati radicali di ultima generazione, frutto di una intensa attività di studio condotta dall’Università di Milano con il supporto di Winegraft, di cui Marcello Lunelli è presidente che garantiscono di risparmiare fino al 40% del consumo di acqua.

 

Nella sua continua ricerca dell’eccellenza, dalla vigna al bicchiere, da anni Ferrari lavora e si impegna in un'ottica di una maggiore sostenibilità e qualità delle sue uve. I suoi vigneti sono certificati biologici dal 2017 e quelli conferenti seguono un rigido protocollo di sostenibilità.

 

Aver investito in vigneti sempre più in alta quota, in particolare in questi anni di cambiamento climatico, si è dimostrata una scelta assolutamente determinante, oltre che lungimirante, per mantenere costante la qualità dei suoi Trentodoc, le "bollicine di montagna" per eccellenza.

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