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Consorzi irrigui, 'l'arma' contro la siccità che sta aiutando l'agricoltura trentina. Cattani: ''Sistema tra i più moderni d'Italia, senza avremmo fatto la stessa fine della pianura''

Sul territorio sono 180 i consorzi che si occupano di attività irrigua e che in queste dure settimane di siccità hanno continuato a lavorare per salvare l'agricoltura trentina. La pioggia degli ultimi giorni, però, non ha risolto la grave situazione, il direttore di Comifo: "La deroga del deflusso minimo vitale? Cinque consorzi ne hanno fatto già richiesta e ne arriveranno altre''

Di G.Fin - 01 agosto 2022 - 06:01

TRENTO. “La pioggia dei giorni scorsi? E' un sollievo ma siamo ben lontani dal risolvere i problemi che stiamo attraversando”. Usa queste parole Lorenzo Cattani, direttore della Federazione provinciale dei Consorzi Irrigui sulla situazione che si sta attraversando di siccità anche in Trentino. Una situazione, ci spiega, che può essere paragonata a quella vissuta nel 2003 con poca pioggia e temperature elevate ma che proprio grazie ai consorzi le coltivazioni in Trentino sono riuscite a sopravvivere in questi mesi. 

 

Ad oggi i consorzi in Trentino che svolgono attività irrigua sono 180. Non tutti sanno che proprio questi consorzi sono tra i più moderni presenti in Italia gestiti da un sistema tecnologico all'avanguardia governato da un centinaio di operatori. 

 

Direttore, nei giorni scorsi abbiamo avuto un fronte di maltempo che ha portato alcune piogge abbassando anche la temperatura. E' bastato a risollevare un sistema che era in ginocchio? 
Ci troviamo in una situazione di crisi idrica generalizzata. Le piogge dei giorni scorsi aiutano ma però non risolvono il problema. Per capirci, se sono caduti dieci millilitri di acqua è una cosa ottima per i campi ma però questo non ci porta nessun beneficio  dal punto di vista della disponibilità idrica dei corsi acqua. E' da tanto tempo che non piove e abbiamo avuto temperature altissime. Il territorio resiste ma quando va in crisi profonda per uscirne servono piogge importanti. I problemi sono nati molti mesi fa con le precipitazioni invernali scarse, quelle primaverili ed estive sullo stesso livello. No, anche se è un po' piovuto non siamo fuori dalla crisi nel modo più assoluto. 

 

Nei giorni scorsi la Giunta provinciale ha dato il via libera per le deroghe al deflusso minimo vitale. Un aiuto ai consorzi e ai coltivatori. Avete già ricevuto richieste?
Prima di tutto è bene chiarire che la delibera permette la deroga ma all'interno di determinati limiti. Sono circa cinque i consorzi che trovandosi in difficoltà hanno chiesto la deroga. Ci aspettiamo però che ne arrivino altre.  La procedura da adottare è semplice ma sono richiesti una serie di dati che facciano capire che la riduzione del deflusso non mette a rischio la vita del torrente. Queste serie di dati importanti non è così semplice da avere.

 

Quello dei consorzi irrigui è un sistema imponente in Trentino.
Sono 180 quelli che svolgono attività irrigua. Quelli cioè che sono titolari di una concessione ed hanno quindi la facoltà di derivare da un pozzo o da un torrente, a servizio di un comprensorio. Quest'ultimo può andare da un minimo di 30 ettari e può arrivare anche a più  di 500 ettari. Esistono per ognuno degli impianti irrigui  nella quasi totalità con il sistema a goccia che è il sistema più evoluto che ci sia in termini di risparmi d'acqua. 

 

Perché in questo è diverso il Trentino rispetto altre zone come la pianura Padana?
L'irrigazione che viene fatta sul nostro territorio è molto diversa rispetto a quella fatta in pianura.  Da noi i consorzi si occupano della gestione complessiva dell'irrigazione. L'acqua non viene portata solo ai “cancelli dell'azienda agricola”. Il consorzio va a prendere acqua e arriva fino all'ultimo gocciolatore. Questo permette una gestione oculata che tiene conto delle esigenze di tutti. E l'irrigazione viene fatta a goccia con uno dei sistemi tecnologici  più moderni d'Italia. 

 

Grazie anche a questo importante sistema di irrigazione si è riusciti a sopportare la siccità di questi mesi 
Sicuramente è stato importante, anzi direi fondamentale. Se non avessimo un sistema di irrigazione così evoluto la situazione che per noi sarebbe stata diversa. E per questo dobbiamo ringraziare la lungimiranza avuta dalla Provincia che già molti anni fa ha investito per avviare una profonda riconversione degli impianti. 

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