Crisi climatica e carenza di proteine? Ecco Baolfly, la startup trentina che alleva mosche. Marcolla: "Prendiamo gli scarti industriali e li valorizziamo"
"Ho scelto questo insetto perché è in grado di degradare qualsiasi tipo di scarto organico, si adatta bene e dà origine alle larve, che possono essere impiegate come alternativa proteica nei mangimi alla spesso utilizzata soia, la cui coltivazione crea deforestazione ed è altamente inquinante"

TRENTO. In un mondo in cui sarebbero necessarie soluzioni e alternative, fra chi ignora e chi pensa, c’è anche chi fa. È così che inizia la storia di Baolfly, un’innovativa azienda agricola e startup al femminile, nata in Provincia di Trento soltanto qualche mese fa. A costituirla, Elena Marcolla, dottoressa in scienze agrarie di Zambana che propone una particolare soluzione ai problemi legati al crescente fabbisogno alimentare, alla scarsità di proteine e all’elevata produzione di scarti (e quindi rifiuti) attraverso l’allevamento di insetti, efficace risposta, inoltre, alla crisi climatica in atto.
"Il nostro obiettivo è anzitutto quello di recuperare i sottoprodotti – esordisce Elena a Il Dolomiti – prendere gli scarti vegetali delle varie industrie, partendo sia da quanto rimane della frutta utilizzata per farne succhi sia dalle patate o dalle trebbie di birra, trattandoli e valorizzandoli attraverso il loro impiego". È da questo presupposto che Marcolla è partita, in nome d’un’economia circolare (e quindi virtuosa), facendo degli scarti ‘nobile’ prodotto da impiegare come mangime per i suoi insetti.
"Per oltre due anni ho studiato e allevato la mosca soldato nera guardando alla possibilità di creare un allevamento vero e proprio – anticipa -. Ho scelto questo insetto non a caso, ma perché questo dittero è in grado di degradare qualsiasi tipo di scarto organico, si adatta bene e dà origine alle larve, che possono essere impiegate come alternativa proteica alla spesso utilizzata soia, la cui coltivazione crea deforestazione, richiede un massiccio impiego d’acqua (nonchè sostanze chimiche) e ha un importante impatto ambientale", precisa, rimarcando quanto questa proteina vegetale risulti "poco sostenibile, tanto che la maggior parte delle aziende punta a ridurne l’utilizzo".
Ad oggi, sul mercato, in alternativa alla soia si propone la carne, con proteine tuttavia spesso non perfettamente digeribili dall'organismo di alcuni animali: prodotto che, inoltre, comporta un eccessivo dispendio di preziose risorse come l'acqua e elevate emissione di Co2: "Un'altra possibilità rispetto a due proteine non molto amiche del pianeta? Le larve", suggerisce la titolare di Baolfly.
All'idea dell'agronoma trentina e alla creazione di Boalfly a marzo 2022 si è recentemente unito un progetto pilota che vede la collaborazione della Fondazione Mach e l'azienda trentina Uova di montagna con l'aiuto di un finanziamento messo in campo dall’Unione europea: "Dagli scarti organici delle realtà del territorio stiamo elaborando differenti preparati che somministriamo alle larve allevate, osservando le conseguenze: a seconda dell'alimentazione, le caratteristiche dell'insetto cambiano, nonché il grado o la velocità di crescita. La nostra volontà è quella di trovare la miscelazione più performante, un nutrimento che consenta alla larva di costituire ingrediente perfetto per mangimi destinati non soltanto a cani e gatti ma anche a maiali, galline e oche - precisa -. A sperimentazione finita saranno proprio le galline di "Uova di montagna" a assaggiare il mangime che nascerà dalle farine prodotte dalle nostre larve essiccate".
Il piccolo impianto pilota di Marcolla "verrà presto implementato. É un allevamento non soltanto 'green' ma anche salva-spazio poiché utilizza un sistema di 'vertical farming' a scaffalature - rivela Elena -. Il mio sogno? Arrivare un giorno a vendere il mio prodotto: larve fresche e essiccate da destinare alle aziende che producono mangimi, cosa che punto di arrivare a fare entro la primavera o l’estate 2023. Sarebbe bello poter produrre da noi anche le farine ottenute dalle larve, ma per ora voglio fare un passo alla volta: vada come vada, sogno in grande e cerco, con questo mio progetto, di fare la mia parte in favore dell'ambiente", conclude entusiasta.












