Flavescenza dorata, l'esperto: “Quest'anno partenza anticipata, bisogna riuscire a estirpare più piante sintomatiche possibili. Stiamo rincorrendo la malattia”
Quest'anno, spiega a il Dolomiti Luca Pedron (direttore dell'ufficio tecnico vitivinicolo Ferrari), c'è stata una partenza anticipata rispetto agli scorsi anni della sintomatologia sulle viti, dovuta anche alle condizioni climatiche di maggio: “Proprio in questi giorni stiamo osservando un'ulteriore recrudescenza”. “La diffusione della Flavescenza dorata – ha specificato il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – interessa tutta la Provincia e non singole zone”

TRENTO. “La diffusione della Flavescenza dorata interessa tutta la nostra Provincia e non singole zone, è una problematica che si sta affrontando con la massima attenzione sia per quanto riguarda le azioni di monitoraggio, che sono fondamentali per arginare la diffusione della malattia, sia nell'estirpazione delle piante con sintomi, che deve essere tempestiva anche grazie alla collaborazione dei proprietari dei fondi”. Sono queste le parole del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi in merito alla diffusione della Flavescenza dorata sul territorio trentino che quest'anno, anche a causa delle particolari condizioni climatiche di maggio, ha visto una partenza anticipata sulle viti del nostro territorio.
“Proprio in questi giorni – spiega a il Dolomiti il direttore dell'ufficio tecnico vitivinicolo Ferrari Luca Pedron – abbiamo osservato una recrudescenza e stiamo notando un aumento della comparsa di sintomatologia nelle piante”. La malattia della vita è associata a fitoplasmi, microrganismi parassiti simili a batteri, spiega la Fem, e può avere effetti gravi sulla vegetazione e la produzione di uva. Se non viene gestita tempestivamente può diffondersi velocemente nel vigneto. La strategia per combattere la diffusione della malattia, come detto, è duplice, e vede da una parte la necessità di estirpare le piante che presentano la sintomatologia (il 'giallume') e dall'altra la lotta all'insetto vettore (la Scaphoideus titanus) attraverso trattamenti insetticidi obbligatori. Per avere effetto però, in entrambi i casi, è necessario che lo sforzo sia portato avanti da tutti gli attori coinvolti.
“Le piante sintomatiche di oggi – dice Pedron – sono il risultato dell'espansione della malattia causata dal vettore negli anni scorsi. La presenza dell'insetto sul territorio già quest'anno non era allarmante, ma non ci illudiamo di averlo eliminato definitivamente. La presenza di piante sintomatiche è talmente diffusa che bastano pochi insetti ed il problema riemerge”. Come detto, la cosa più importante è che “tutti portino avanti la difesa” sottolinea Pedron, e che tutti si adoperino “per estirpare le piante asintomatiche”.
“Questo discorso – continua il direttore dell'Ufficio tecnico vitivinicolo Ferrari – in passato è stato sottovalutato e oggi siamo tutti impegnati sul territorio a segnalare e ad instillare negli agricoltori la necessità di estirpare le viti malate, ma il problema rimane”. In particolare in Trentino le zone 'in emergenza' per la Flavescenza dorata, aggiunge Pedron: “Sono la conca di Trento, la Valsugana e l'Alto Garda, ma il resto del territorio non è indenne. È un'emergenza continua e oggi stiamo rincorrendo la malattia. Se saremo in grado di lavorare bene, come fatto anni fa in Valle dei Laghi, saremo in grado di mantenere il problema sotto controllo, ma dev'esserci l'impegno di tutti”.
Impegno, specifica Coldiretti, che in Trentino vede anche “l'importantissimo contributo fornito dalla Fondazione Mach e dal Consorzio vini, che ci garantisce il primato nazionale nella gestione del fenomeno, sia nelle azioni di monitoraggio sia nella ricerca, con lo studio della variabilità genetica del fitoplasma responsabile di questa malattia. Come Coldiretti, continueremo a tenere alta l'attenzione sul problema”.














