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| 15 nov 2022 | 13:00

Flavescenza dorata, Manica: “Quasi raddoppiate in un anno le viti sintomatiche. Quale soluzione per frenare la diffusione in Trentino?”

Il consigliere del Partito democratico Alessio Manica ha depositato un'interrogazione sulla questione a pochi giorni da una riunione che ha visto la presenza di tutti i principali attori del mondo agricolo trentino per fare il punto sul tema delle fitopatie. Tra queste, in particolare, proprio la flavescenza dorata della vite

Flavescenza dorata, Manica: “Quasi raddoppiate in un anno le viti sintomatiche

TRENTO. “E' un'emergenza continua e oggi stiamo rincorrendo la malattia: se saremo in grando di lavorare bene il problema potrà rimanere sotto controllo, ma dev'esserci l'impegno di tutti”. Erano questa a luglio le parole del direttore dell'Ufficio tecnico vitivinicolo Ferrari Luca Pedron sulla diffusione della flavescenza dorata sul territorio trentino (Qui Articolo), una problematica, aveva spiegato l'esperto a il Dolomiti, che ha visto proprio quest'anno una partenza anticipata e che, secondo il presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Interessa tutta la nostra Provincia, e non singole zone”. Ora sulla questione arriva anche un'interrogazione in Consiglio provinciale, nella quale il consigliere del Pd Alessio Manica chiede in sostanza alla Giunta un aggiornamento rispetto ai dati del contagio e quali siano le azioni in programma per “invertire al più presto la tendenza riscontrata nel corso dell'attività di monitoraggio in campo”.

 

Come riportato nel documento infatti: “Sulla flavescenza dorata - scrive Manica - stando ai dati forniti dalla Fem, pare che le viti sintomatiche siano passate dallo 0,6% del 2021 all'1,1% del 2022, e questo nonostante i molti sforzi messi in campo dalle strutture tecniche di Pat e Fem e dai principali soggetti collettivi del settore vitivinicolo, quali Consorzi di secondo livello, Cantine sociali, Consorzio di tutela, Consorzio vignaioli del Trentino, Sindacati agricoli e via dicendo”. La malattia, in grado di diffondersi in maniera epidemica nei vigneti con effetti gravi sulla vegetazione e sulla produzione di uva, viene trasmessa dal suo principale insetto vettore: una cicalina denominata scafoideo, che vive sulla vite e può trasmettere la flavescenza mentre punge le foglie per nutrirsi. In presenza dell'insetto nel vigneto una pianta malata di flavescenza è una possibile fonte di infezione per le altre piante e la strategia per combatterne la diffusione è duplice: da una parte bisogna infatti estirpare le piante che presentano la sintomatologia (il 'giallume') e dall'altra agire contro l'insetto vettore attraverso trattamenti insetticidi obbligatori. Oer avere effetto però, in entrambi i casi, è necessario che sforzo sia portato avanti da tutti gli attori coinvolti.

 

“A fronte della forte diffusione della flavescenza – scrive Manica – nel maggio scorso la Provincia ha adottato una determina per la definizione delle misure di contenimento dell'organismo nocivo 'Grapevine flavescence dorée phytoplasma', agente della flavescenza dorata della vite nel territorio della Provincia autonoma di Trento per il 2022”. Il monitoraggio della Fem, ricorda il consigliere, ha mostrato “il permanere di una situazione di bassa incidenza di piante sintomatiche, ma diffusa presenza in tutte le aree viticole del territorio” e sia l'estirpo delle piante malate che la lotta contro il vettore sono obbligatorie: “In considerazione del rischio fitosanitario – aggiunge – il Servizio fitosanitario provinciale può ordinare l'estirpo dell'intero impianto anche senza dover ricorrere ad ulteriori analisi di laboratorio qualora la percentuale delle piante di un'unità vitata che presentano sintomi da fitoplasmosi sia pari o superire al 20% o la somma delle piante con sintomi sia pari o superiore alla stessa soglia”.

 

La mancata estirpazione può portare ad una sanzione fino a 5mila euro, aggiunge Manica, valore che si alza a 6mila euro per chi non porta avanti le altre misure fitosanitarie disposte dalle autorità: “Si prevede infine che ogni vigneto abbandonato o incolto nel territorio provinciale deve essere estirpato a cura del proprietario o di chi ne ha la disponibilità a qualsiasi titolo”. Nonostante i tanti sforzi però: “Pare che i dati raccolti nel corso dell'attività di monitoraggio abbiano mostrato un peggioramento della situazione. A tal proposito l'assessora all'agricoltura Zanotelli ha dichiarato: 'Assicuro il pugno duro contro le poche aziende che non garantiscono la realizzazione delle misure di contrasto previste dai piani di intervento, in particolare per quanto concerne gli estirpi ed i trattamenti obbligatori, anche attraverso il blocco dell’accesso agli incentivi pubblici o la sospensione dei diritti di reimpianto”.

 

É partendo da queste considerazioni dunque che Manica chiede alla Giunta quale sia la situazione oggi sul territorio, quali misure si intendano adottare per arginare la diffusione della flavescenza e come intende specificatamente “dare seguito al cosiddetto 'pugno duro' contro le aziende che non estirpano i ceppi infetti”.

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