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Il cielo italiano è il più inquinato dalle illuminazioni del mondo. L'incontro al Muse, Gruber: ''Non vediamo più le stelle e la Via Lattea'' (IL VIDEOSERVIZIO)

L'incontro al Muse per la campagna “M’Illumino di meno” di Rai Radio2 con Irene Borgna, antropologa e autrice del libro “Cieli neri”, premio “Mario Rigoni Stern” nel 2021, e David Gruber, astrofisico, direttore del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige

Di Marco Todarello - 15 marzo 2022 - 18:48

TRENTO. Il cielo italiano è il più inquinato dalla luce del mondo tanto che tre quarti degli italiani non possono vedere, da dove abitano, nemmeno la Via Lattea. Questo quanto riportato da uno studio su Science Advances, una ricerca riguardante la realizzazione del nuovo Atlante Mondiale dell’Inquinamento Luminoso che ha rilevato come l'Italia assieme alla Corea del Sud sia la nazione dei G20 con il territorio più inquinato dalla luce artificiale.  

 

E di questo si è parlato qualche giorno fa, in occasione della Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, al Muse che ha aderito alla campagna “M’Illumino di meno” di Rai Radio2 venerdì 11 marzo, al fine di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento luminoso e del risparmio energetico. Ha aderito promuovendo un evento dal titolo “Notti più scure, futuro più luminoso” sul tema dell’alterazione dei naturali livelli di luminosità notturna e delle sue ripercussioni ambientali, culturali ed economiche. All'incontro sono intervenuti Irene Borgna, antropologa e autrice del libro “Cieli neri”, premio “Mario Rigoni Stern” nel 2021, e David Gruber, astrofisico, direttore del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

 

Mai come in questi giorni, a causa della situazione politica internazionale, il tema del risparmio energetico e dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili è dibattuto e sentito a ogni livello. La necessità di puntare su fonti di energia pulita e limitare i consumi, sia a livello industriale che privato è sempre più pressante e attuale, sia per una questione economica che di “opportunità” politica. Purtroppo l’urgenza della cronaca ci distrae ancora una volta dalla necessità di porre attenzione all'impatto sull’ambiente delle nostre azioni. Un impatto che definisce l'Antropocene, l'epoca in cui gli esseri umani divengono forza geologica modificando l’equilibrio dell'intero pianeta.

 

Anche l’inquinamento luminoso – ha spiegato Massimo Bernardi, responsabile scientifico del progetto Antropocene del MUSE – costituisce un marchio distintivo della nostra presenza sul pianeta, così forte da poter essere percepito anche dallo spazio. Se, infatti, osserviamo la Terra dall’esterno, solo con difficoltà percepiamo le evidenze della presenza umana durante il giorno. Al contrario, di notte, l’accensione degli impianti di illuminazione marca la nostra presenza in modo così chiaro da diventare una sorta di biglietto da visita dell’umanità nello spazio interplanetario.

 

Per rafforzare la propria adesione alla campagna di Caterpillar “M’illumino di meno”, oltre ad aver contribuito con due interventi contenutistici a tema Antropocene e sostenibilità alle puntate di avvicinamento della trasmissione promossa da Rai Radio2, il MUSE ha anche messo in campo la rete Museintegrati, di cui è capofila, sollecitando i musei associati di aderire all’iniziativa attraverso una serie di azioni condivise. Museintegrati è un progetto di ricerca e sostegno di buone pratiche, in ambito museale, ai fini dell’attuazione della strategia nazionale e degli obiettivi di sviluppo sostenibile per lo sviluppo locale sostenibile e le agende urbane.

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