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In Italia un terzo delle morti del raro ibis eremita sono causate dai bracconieri: “In pericolo l’esistenza stessa della popolazione”

In Europa 1 specie di uccelli su 5 è attualmente a rischio di estinzione, fra queste c’è anche l’ibis eremita: “Circa un terzo delle perdite registrate in Italia sono causate dalla caccia illegale, questo numero allarmante influenza sostanzialmente lo sviluppo della popolazione e, anno dopo anno, ne mette in pericolo la sopravvivenza”

Di Tiziano Grottolo - 05 maggio 2022 - 19:10

TRENTO. Secondo la classificazione della “Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura” l’ibis eremita rientra fra le specie “in pericolo”. Questi uccelli (oggi una presenza regolare anche nei cieli del Trentino) erano quasi estinti quando nel 2002 un gruppo di biologi e piloti austriaci, il Waldrappteam, ha dato vita al progetto di reintroduzione dell’ibis eremita nell’ambito del programma Life+, coinvolgendo partner austriaci, italiani e tedeschi. La reintroduzione dell’ibis eremita di fatto rappresenta uno dei più grandi e popolari progetti di conservazione animale in Europa.

 

Eppure, nonostante la protezione di cui gode, questa specie continua a essere minacciata dai bracconieri. L’esteso monitoraggio Gps della popolazione di ibis eremita dimostra che circa il 30% delle perdite in Italia è causato dalla caccia illegale. “Circa un terzo delle perdite registrate in Italia sono causate dalla caccia illegale”, afferma il direttore del progetto Johannes Fritz. “Questo numero allarmante – prosegue – influenza sostanzialmente lo sviluppo della popolazione e, anno dopo anno, ne mette in pericolo la sopravvivenza stessa. Solo per il 2021 abbiamo prove concrete dell’uccisione di sette uccelli”.

 

Inoltre, se si considera che per circa la metà delle perdite non è possibile determinare la causa della morte i ricercatori ipotizzano che il numero effettivo di uccelli abbattuti in Italia sia significativamente più alto. Le uccisioni avvengono quasi esclusivamente durante la stagione di caccia nelle regioni italiane e gli abbattimenti si verificano proprio laddove questa attività è più intensa.


Il sospetto è che gli abbattimenti illegali siano legati a cacciatori in possesso di una regolare licenza di caccia. Questa ipotesi è corroborata anche dall’unico caso in cui finora ha potuto essere condannato e che vede coinvolto cacciatore con licenza che era anche membro della Federazione Italiana della Caccia. Nel 2017 si è concluso il processo che ha visto il cacciatore (multato) perdere la licenza, mentre 5 anni più tardi lo stesso soggetto è stato costretto a risarcire la realtà che gestisce il progetto di reintroduzione degli ibis eremita. Un precedente che i ricercatori sperano funga anche da deterrente.

 

Gli abbattimenti avvenuti finora però, sembrerebbero legati a episodi accidentali, nel senso che i cacciatori che hanno sparato non avrebbero capito di trovarsi di fronte a una specie protetta. “Si deve quindi supporre che anche altre specie protette di uccelli migratori siano uccise in maniera accidentale e involontaria – sottolinea Fritz, che aggiunge – questa è una constatazione allarmante che richiede un’azione urgente in vista del rapido aumento del tasso di estinzione delle specie”.


Non a caso in Europa 1 specie di uccelli su 5 è attualmente a rischio di estinzione. È dimostrato che una percentuale significativa di uccisioni di ibis eremita avviene in un’area circoscritta lungo la costa tirrenica della Toscana. Anche il luogo in cui il cacciatore condannato ha sparato ai due ibis eremita si trovava in questa zona, che è nota una rotta migratoria frequentata da molte specie di uccelli.

 

“Abbiamo inviato una lettera al Ministero Italiano della Transizione Ecologica – conclude il direttore del progetto di conservazione dell’ibis – chiedendo con urgenza l’attuazione di misure efficaci contro la caccia illegale agli uccelli in questa zona. In particolare, riteniamo urgente l’individuazione di un ulteriore cosiddetto black spot in Toscana lungo la costa tirrenica nell’ambito del Piano d’azione nazionale per la lotta agli illeciti contro gli uccelli selvatici pubblicato nel 2017”.

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