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| 06 apr 2024 | 09:48

Con i primi 2 piccoli stava 'ricolonizzando' la Svizzera, Enea è morto e il corpo è scomparso. Grave problema di bracconaggio in Italia: di 8 uccisioni 6 nel nostro Paese

L'esemplare era diventato famoso su scala internazionale perché con la femmina Rupert avevano scelto il davanzale di una concessionaria di Harley-Davidson per fare i loro primi due piccoli nel Canton Berna, la prima covata selvatica dal XVII° secolo. Dopo la migrazione in Toscana stava tornando in Svizzera ma al confine il Gps ha certificato che era morto. I carabinieri forestali hanno aperto le indagini ma non sembrano esserci dubbi che dietro ci sia la mano dell'ennesimo bracconiere

TRENTO. Siamo ormai abituati a vederli passare sopra le nostre teste e quando capita è sempre un momento straordinario. Compaiono davanti alle finestre di qualche fortunato cittadino, in qualche giardino, tra i campi e prontamente vengono fotografati con rilancio delle immagini sui social tanto è lo stupore e la gioia di poter vedere questi straordinari uccelli. Le cose, però, non sempre vanno per il meglio. Ci sono gli ''incidenti'' naturali (nel 2022 erano morti 27 esemplari in una sola notte per il maltempo che aveva colpito la Toscana QUI ARTICOLO) e poi c'è la subdola mano dell'uomo che colpisce con il bracconaggio (da dati circa un terzo delle perdite di Ibis eremita in Italia sono ancora causate dalla caccia illegale QUI ARTICOLO). Nell'ultimo anno sono stati 8 gli ibis eremiti uccisi da mano dell'uomo ed è inquietante pensare che quasi tutte le uccisioni di frodo siano state eseguite in Italia, ben 6. Le altre due sono avvenute una in Francia e una in Germania. I promotori del progetto di ripopolamento, dunque, senza mezzi termini chiariscono che ''la caccia è quindi una delle cause principali del declino, a volte drammatico, delle popolazioni di numerose specie di uccelli''.

 

E in questi giorni emerge che uno degli esemplari chiave nel progetto di ripopolamento di questa specie, così fragile e minacciata (scomparsa letteralmente dall'Europa addirittura dal XVII secolo per la caccia spietata che si faceva a suo danno), Enea, che stava ''ricolonizzando'' la Svizzera è scomparso. Ne dà notizia il sito ufficiale del progetto di ripopolamento europeo spiegando come Enea fosse diventato famoso lo scorso anno quando, insieme alla femmina Rupert, ''ha costruito un nido sul davanzale della concessionaria Harley-Davidson di Rümlang, nel Canton Berna, e ha allevato con successo due piccoli. I due uccelli genitori provengono dalla colonia riproduttiva creata nell'ambito del progetto a Überlingen, sul Lago di Costanza. Da lì, i due uccelli hanno volato per circa 90 chilometri fino a Rümlang e hanno scelto questo luogo per riprodursi. Si tratta della prima covata selvatica in Svizzera da 400 anni. Di conseguenza, c'è stata un'ampia risonanza mediatica e un grande interesse da parte dell'opinione pubblica, ben oltre i confini della Svizzera''.

 

Il fatto era di grande importanza perché poteva essere il segnale che stava nascendo la prima colonia riproduttiva in Svizzera. ''Questa speranza - prosegue il sito waldrapp.eu - si è concretizzata quando la coppia riproduttiva è migrata autonomamente nel tardo autunno attraversando Andermatt e il Passo del Gottardo verso sud e verso l'area di svernamento comune in Toscana, accompagnata da uno dei due giovani. L'altro giovane ha purtroppo perso i contatti con la famiglia nel cantone di Zugo ed è rimasto in Svizzera, rimanendo da quel momento in poi nella regione di Lucerna. L'intera famiglia è sopravvissuta all'inverno, compreso il giovane che è rimasto in Svizzera''.

Il 13 marzo, Enea è stato uno dei primi uccelli a lasciare l'area di svernamento in Toscana e ha volato su una rotta diretta verso la Svizzera centrale. L'uccello era, ovviamente, monitorato con Gps e la mattina del 17 marzo ha raggiunto la città di Domodossola, a est del Lago Maggiore. ''Inizialmente ha volato verso il confine svizzero, ma poi è tornato indietro e ha trascorso il pomeriggio vicino a Domodossola, dove si é nutrito sui prati e poi si è riposato sugli alberi. Nel tardo pomeriggio abbiamo ricevuto un triste aggiornamento dal suo Gps: Enea era morto''.

 

Sono quindi intervenuti i militari del Nucleo dei Carabinieri Forestale di Domodossola e dalla ricostruzione che si è riusciti a fare grazie ai dati del Gps, è emerso che qualcuno aveva fatto sparire il corpo. Da allora non c'è più traccia né di Enea né del trasmettitore. ''I dati disponibili fanno pensare a un reato - proseguono i promotori del progetto - soprattutto perché l'Ibis eremita è una specie migratoria a rischio di estinzione. La perdita di Enea è particolarmente tragica perché si tratta di un uccello migratore molto esperto e perché Enea incarnava la speranza di stabilire una nuova colonia riproduttiva in Svizzera''.

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