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| 03 nov 2022 | 19:10

La canapa per gli indumenti tecnici di Salewa: ''E' perfetta. Materiale ecologico, termoregolatore e antibatterico", alla fiera Biolife, la linea "Alpine hemp"

Ecologica e durevole, la canapa è il materiale utilizzato per realizzare gli indumenti della linea "Alpine hemp" di Salewa, mostrata in questi giorni al pubblico in occasione della fiera Biolife di Bolzano 

BOLZANO. É una delle star dell'edizione 2022 della fiera Biolife e una delle piante più antiche mai coltivate dall’uomo. Si tratta della canapa, con la quale è possibile creare innumerevoli prodotti, partendo dai cosmetici fino ad arrivare ai tessuti. Articoli, questi, mostrati a partire da oggi e fino al 6 novembre a Bolzano, in particolare, nello stand dedicato a 5 aziende altoatesine, fra cui anche Salewa: "Da ormai due anni produciamo con successo abiti tecnici in fibra di canapa", anticipa a Il Dolomiti Thomas Aichner, marketing director di Salewa. 

 

"Siamo qui insieme a altre 4 realtà dell'Alto Adige - esordisce Aichner - uno stand unico per aziende che producono e vendono prodotti in canapa. Partendo da un panettiere di Bressanone che impiega nei preparati i semi di questa pianta, arriviamo a Schönthaler, un'azienda della val Venosta che utilizza pannelli isolanti in canapa per costruire case. Insieme a loro, anche Ecopassion di Brunico, che produce invece cosmetici e prodotti parafarmaceutici e il Centro innovazione del Tirolo del nord che mostra i propri sci e bastoncini in canapa. Infine noi, Salewa, che realizza abiti tecnici da montagna", spiega.

 

"Abbiamo studiato questo antico materiale per 4 o 5 anni, per poi passare all'azione - dichiara Aichner - da due anni acquistiamo in Cina i tessuti in canapa per produrre la nostra nuova linea di abiti sportivi "Alpine hemp": purtroppo, ad oggi, non vi sono possibilità di acquisto in Italia o Europa: la nostra volontà è, non a caso, quella di riportare la coltivazione e elaborazione di questa pianta 'da noi', in particolare sulle Alpi", confessa. 

Secondo quanto illustrato dal suo marketing director, il progetto di Salewa, in dialogo con l'associazione contadini dell'Alto Adige, sarebbe quello di far rinascere la tradizione delle colture di canapa sui monti altoatesini, "che esisteva fino agli anni '50. Una pianta resistente, coltivata sulle Alpi per centinaia di anni fino all'introduzione del cotone, che ha fatto scomparire queste piantagioni quasi del tutto o comunque per quanto concerne la produzione di tessuti", sottolinea.

 

Una pianta che "è tornata in auge, poiché in molti si sono resi conto di quanti benefici questa possa apportare (in materia di produzione di abiti e tessuti ndr): è ovviamente molto più ecologica del poliestere. La sua coltivazione e elaborazione comporta un 95% in meno a livello di consumi di acqua rispetto al cotone e, oltretutto, non necessita di pesticidi".

 

Riportare la coltivazione di canapa in Italia per scopi 'tessili' sarebbe tuttavia soltanto il primo degli obiettivi dei Salewa: "Abbiamo un secondo problema da affrontare - aggiunge il marketing director dell'azienda - sarebbe necessario individuare aziende tessili disposte a investire in macchinari per 'spezzare' la pianta e farne filo e tessuto". Attualmente, precisa Aichner, "non esistono macchinari tecnologici, quindi l'ideale sarebbe che qualcuno investisse nella realizzazione di tecnologie più avanzate: in Cina, i fornitori sono due e fanno ancora tutto a mano o con l'ausilio di macchinari molto semplici", precisa. 

 

Dal 2020 Salewa ha così iniziato a vendere sul mercato i propri abiti tecnici da montagna "Alpine hemp", interamente realizzati in fibre di canapa, che hanno "attirato innumerevoli atleti e guide alpine -  rimarca - si tratta infatti di un materiale 'termoregolatore', antibatterico e quindi inodore, perfetto per chi deve trascorrere diversi giorni in montagna e non ha la possibilità di portarsi molti vestiti: se si suda, il tessuto non puzza e è quindi estremamente durevole". 

I prezzi? "Una maglietta in canapa ha un costo di 80 euro, una in cotone o poliestere costa invece intorno ai 50 euro, ma anche di più. La differenza sta nel fatto che un abito in canapa ha una durata molto maggiore, è un prodotto ecologico a partire dalla sua realizzazione fino a arrivare al suo smaltimento". 

 

"Il nostro obiettivo è quello di promuovere la coltivazione e la lavorazione della canapa nella regione alpina, in quanto convinti del suo potenziale per l'agricoltura territoriale e l'industria tessile - conclude Aichner - una grande tradizione quella di questa pianta nella storia del tessile alpino, ma anche, secondo noi, un futuro altrettanto grande davanti a sé".  

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