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Linee guida sugli orsi, la Provincia sconfitta (di nuovo) in tribunale. La Leal: “L’orsofobia del Trentino deve finire”

La Provincia aveva presentato un ricorso ma il Consiglio di Stato lo respinto. Il commento della Leal: “Con la delibera delle nuove linee guida per la gestione degli orsi la Provincia aveva dato il peggio di sé”

Di T.G. - 18 marzo 2022 - 09:04

TRENTO. Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello presentato dalla Provincia di Trento che si era vista bocciare le linee guida per la gestione degli orsi. Di fatto il tribunale ha ribadito l’illegittimità del documento che prevedeva un automatismo nell’adozione dei provvedimenti di abbattimento degli orsi.

 

Il ricorso, si leggeva nella sentenza del Tar, è stato accolto nella parte in cui viene dedotto che il presidente della Provincia (o il sindaco), ai fini dell’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente con cui viene disposto l’abbattimento di un orso, deve “valutare caso per caso ...la sussistenza di un attuale e grave pericolo per la pubblica incolumità”, mentre le Linee guida avrebbero introdotto “un automatismo di fatto tra ...aggressione con contatto fisico ed abbattimento dell’animale, senza lasciare spazio alla necessaria valutazione caso per caso... della sussistenza di un pericolo attuale per l’incolumità pubblica”.

 

Allo stesso tempo il Tar sottolineava anche come le associazioni avessero colto nel segno laddove affermano che, ai fini della legittima adozione di un’ordinanza contingibile e urgente con cui viene disposto l’abbattimento di un orso, l’autorità competente deve “valutare caso per caso” la situazione fattuale e ravvisare “la sussistenza di un attuale e grave pericolo per la pubblica incolumità”.

 

Gian Marco Prampolini, presidente di Leal (una delle associazione che avevano depositato il ricorso tramite la rappresentante legale Aurora Loprete), commenta: “Con la delibera la Provincia aveva dato il peggio di sé disponendo linee guida totalmente illegittime soprattutto parte in cui si prevedeva la possibilità di uccidere gli animali considerati problematici aggirando le norme nazionali ed europee”.

 

Una nuova sconfitta dunque per la Provincia di Trento che, ricostruiscono gli animalisti, “in preda alla ormai cronica ‘orsofobia’ aveva giocato la carta del ricorso, ma oggi la vittoria è dei plantigradi, della giustizia e di Leal”.

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